Barbati forte della Corte d’Appello e l’attuale dirigenza pronta a blindare lo stadio. Così il muro contro muro blocca il futuro del Fanfulla
A Lodi il calcio ha smesso da tempo di essere una questione di campo ed è diventato una complessa vicenda burocratica e giudiziaria. Lo storico stadio “Dossenina“, insieme al campo “Sala” della Faustina, è il fulcro di un vero e proprio scontro di potere che sta bloccando il futuro del Fanfulla, reduce da una dolorosa retrocessione sportiva in Promozione.
Il quadro attuale vede un’assoluta incertezza strategica ed amministrativa, divisa su tre fronti:
- Deserto del Bando Comunale
- Lo scontro legale Barbati vs Tufo
- Futuro avvolto nella nebbia
Palazzo Broletto si è trovato costretto a far slittare la scadenza per l’assegnazione della gestione biennale delle strutture sportive dal 3 al 30 giugno. Il motivo? Una totale assenza di manifestazioni d’interesse entro i termini iniziali. Il Comune spera che questo mese di proroga eviti lo spettro di un impianto vuoto e senza gestori, ma la mossa fotografa perfettamente il clima di attesa e timore che aleggia intorno alle sorti del club.
La paralisi amministrativa è la diretta conseguenza del muro contro muro per il controllo societario. Da un lato c’è l’ex patron Luigi Barbati, forte di una sentenza di secondo grado della Corte d’Appello di Milano che ha invalidato le delibere societarie degli ultimi anni, teoricamente restituendogli le chiavi della società. Dall’altro lato, la famiglia Tufo (con l’attuale dirigenza) non ha alcuna intenzione di fare un passo indietro: non solo contesta l’interpretazione del dispositivo giudiziario, ma ha rilanciato con forza l’intenzione di partecipare formalmente al nuovo bando per la Dossenina per dare continuità al proprio progetto economico e sportivo.
Mentre i legali cercano una mediazione difficile, lo sfondo si arricchisce di indiscrezioni: dai sondaggi di fondi d’investimento esteri fino all’interessamento di altre realtà calcistiche del territorio (come il Sangiuliano City) o di associazioni locali per la gestione degli spazi.
Il risultato è un paradosso tutto lodigiano. A metà giugno, con la nuova stagione alle porte, nessuno sa ancora con certezza chi guiderà il “Guerriero“, in quale categoria si riuscirà effettivamente a giocare e, soprattutto, chi aprirà i cancelli della Dossenina. Una situazione di stallo che mortifica la passione della piazza e lascia lo sport locale in balia di carte bollate e scadenze prorogate
