È limbo totale! Il Fanfulla sta vivendo un momento storico decisamente caotico. Da Tufo a Barbati sino allo spiraglio Luce
Il calcio a Lodi sta vivendo una delle sue pagine più intricate, un vero e proprio thriller burocratico e societario dove il terreno di gioco è diventato l’ultimo dei pensieri. Al centro della tempesta ci sono il destino del Fanfulla e la gestione dello storico stadio Dossenina (insieme al campo Sala della Faustina), due elementi indissolubilmente legati che al momento navigano a vista in un mare di incertezze.
Per capire l’attuale stato di stallo, è necessario scomporre il puzzle nei suoi tre fronti principali: l’attuale governance, il passato che bussa alla porta e una possibile via d’uscita all’orizzonte.
L’ “astuzia” della famiglia Tufo
L’amministrazione comunale di Lodi, consapevole della fragilità della situazione, ha recentemente pubblicato il bando per l’affidamento della Dossenina, riducendo strategicamente la durata della concessione a soli due anni proprio per non blindare l’impianto in un momento così instabile.
La scadenza iniziale, fissata per l’inizio di giugno, ha subito un rinvio tecnico da parte di Palazzo Broletto alla fine del mese per evitare che la gara andasse deserta. In questo scenario, l’attuale dirigenza guidata dalla famiglia Tufo ha rotto gli indugi: proprio a ridosso dei primi giorni di giugno, ha formalizzato il deposito della domanda di partecipazione. Una mossa netta con cui l’attuale proprietà rivendica la volontà di non farsi da parte e di voler garantire un campo da gioco al club per la prossima stagione. Tuttavia, l’iscrizione al bando è solo un tassello di un disegno molto più complesso.
L’area Barbati e i rebus legali
Sullo sfondo rimane la figura dell’ex presidente Luigi Barbati. Forte di una recente sentenza della Corte d’Appello che ha di fatto ridefinito la validità delle vecchie assemblee societarie (riaprendo la strada ai soci della sua cerchia), l’area Barbati avrebbe sulla carta il titolo giuridico per riprendere il timone del Fanfulla.
Il passaggio dalle aule di tribunale alla realtà operativa, però, è tutt’altro che immediato. L’imprenditore e i suoi consulenti stanno vagliando con estrema cautela la situazione economico-fiscale del club. Riprendere in mano la società significa farsi carico dell’attuale situazione debitoria e dei nodi burocratici accumulati negli ultimi anni: un passo che richiede tempo e che, per ora, si traduce in una fase di attesa e studio che rallenta inevitabilmente la programmazione sportiva.
Lo spiraglio Andrea Luce
In questo dualismo tra presente e passato, emerge la figura di Andrea Luce. Già noto all’ambiente bianconero per i suoi trascorsi dirigenziali (conclusi all’epoca con una rottura traumatica proprio con la gestione Barbati), il suo nome torna a circolare come una possibile terza via o come elemento di rottura degli equilibri attuali.
Luce rappresenta quell’alternativa in grado di portare nuova linfa finanziaria e una progettualità fresca, elementi di cui il Fanfulla ha disperatamente bisogno per evitare il collasso. Il suo eventuale inserimento, tuttavia, dipende strettamente da come si risolverà il braccio di ferro (legale e strategico) tra i Tufo e la galassia Barbati.
Limbo infinito che attende una risposta
Se da una parte la Famiglia Tufo è uscita allo scoperto, l’area Barbati, Andrea Luce, Umberto Rossetti e Italent Fitness di Alan Piacentini non hanno effettivamente ancora creato una progettualità (al momento solo tante belle parole per intenderci).
Insomma la clessidra stringe: mentre la diplomazia e i legali cercano una quadra, il tempo scorre veloce. Le altre realtà della categoria stanno già programmando la nuova stagione, definendo quadri tecnici e rose. Lodi, invece, aspetta di sapere chi terrà le chiavi della Dossenina e, soprattutto, quale sarà il futuro del suo storico “Guerriero”.
