17 Agosto 2026
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Riccardo Baffelli ha rilasciato una lunga dichiarazione in merito al suo ritorno alla BCC Centropadana Amatori Lodi

Riccardo Baffelli ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de Il Cittadino. Le sue parole:

Sul ritorno al Lodi: “Tornare all’Amatori è un grande onore. Per un lodigiano come me questa squadra e questi colori hanno sempre rappresentato qualcosa di molto particolare, ora mi è stata data questa possibilità di tornare in un’altra veste e spero di aiutare l’Amatori a fare una grande stagione sia con la prima squadra che a livello giovanile dove c’è tanto lavoro da fare“.

Su Bresciani: “Ci tengo a ringraziare Gigio che mi ha cercato e ha insistito tanto, lo ringrazio per la fiducia e spero di essere all’altezza. Gigio è un amico, è stato mio compagno ed è un grandissimo allenatore, conto di imparare tanto lavorando con lui e di mio cercherò di aiutare lui e la squadra a fare il meglio possibile. E poi devo dire che nell’accettare questa proposta ha pesato non poco anche mio figlio. È tifosissimo dell’Amatori, non si perde una partita e quando è stato il momento di decidere diciamo che ha spinto parecchio“.

Sulle aspettative della stagione: “L’hockey è cambiato tantissimo nel corso degli anni, io è un po’ che manco dalla serie A e sinceramente un pochino di agitazione nel mettermi alla prova ad un livello così alto c’è. Io e Sario avremo il compito di sostituire Gigio nel mese in cui sarà al Mondiale e sarà già un bel banco di prova, vedremo di fare meno danni possibili. Innanzitutto voglio conoscere bene la squadra, tutti i ragazzi non solo hockeisticamente per creare con loro il giusto clima per lavorare bene. Ma la squadra vista così mi sembra molto forte e penso ci sia tutto per fare una grande annata“.

Sul lavoro con le giovanili e filosofia di gioco: “Ci sarà tutto il lavoro con la serie B e le giovanili appena sotto. Insieme a Gigio e a Sario (Fascini ndr) c’è un bel progetto che io avevo già iniziato a fare ad Agrate, ma che in un bacino come quello dell’Amatori, con certi numeri e una certa qualità, può essere sviluppato ancora meglio. L’idea è quella di avere una linea comune dai ragazzini fino alla prima squadra, ma la cosa più importante è farli crescere divertendosi. I ragazzi devono tornare ad avere la voglia di giocare a hockey e per farlo si devono anzitutto divertire, il risultato viene dopo. So benissimo che i tempi sono cambiati, ma quello che rappresenta l’hockey per Lodi no e se riusciamo a riportare nei ragazzi più giovani la “brama” che avevamo noi di stare in pista saremo già a buon punto per creare qualcosa di importante“.

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