28 Luglio 2026
Fanfulla

Lo storico impianto di Lodi appare ormai deserto e privo di vita, simbolo visibile del profondo distacco tra la città e il Fanfulla

Le sorti attuali del Fanfulla riflettono pienamente lo stato di decadenza in cui versa la sua storica dimora sportiva, la Dossenina. Quello che un tempo era il teatro di innumerevoli sfide agonistiche e la casa dei “Guerrieri”, si presenta oggi come un luogo spoglio e malinconico. Chiunque si trovasse a passare davanti agli ingressi principali, sbarrati da pesanti lucchetti, farebbe fatica a riconoscere l’identità del club, se non fosse per qualche piccolo stemma rimasto attaccato ai cancelli. Un visitatore occasionale proveniente dalla vicina stazione ferroviaria non riuscirebbe a intuire il glorioso passato calcistico racchiuso oltre quelle barriere. Per trovare una traccia di passione bisogna spostarsi sul retro della struttura, in via Bergognone, dove sopravvivono i vecchi murales realizzati dai sostenitori con scritte d’affetto volte a difendere l’onore del club, richiami che tuttavia sembrano ormai privi di riscontro nel presente. Lo riporta Il Cittadino.

La frattura tra il tessuto urbano e la compagine sportiva è giunta ai minimi storici, lasciando nell’incertezza sia il futuro della società sia la destinazione d’uso dell’arena sportiva. Nei dintorni dello stadio, l’assenza delle domeniche di campionato viene quasi vissuta con sollievo dai residenti, felici di aver ritrovato la quiete domestica. L’attenzione degli appassionati locali è invece tutta rivolta altrove, in particolare verso i grandi palcoscenici internazionali, come l’imminente finale della Coppa del Mondo tra Spagna e Argentina. Nei locali della zona si respira l’attesa per questa sfida, vissuta con il consueto distacco di chi ha dovuto digerire l’ennesima esclusione della Nazionale italiana. Tra i residenti ci si divide tra il tifo per la fazione sudamericana e l’ammirazione dei più giovani per le giocate dei nuovi talenti mondiali come Lamine Yamal.

Questo scenario contrasta dolorosamente con i fasti del passato, quando la Dossenina ospitava competizioni giovanili internazionali di prestigio patrocinate dall’Unicef, capaci di portare a Lodi promesse del calcio che sarebbero poi diventate stelle di prima grandezza. Oggi, purtroppo, di tutto ciò non rimane nulla. Il terreno di gioco si è trasformato in una distesa erbosa priva di attività, quasi un parco cittadino recintato dagli spalti in cui mancano solo le panchine per completare la metamorfosi in un’area verde. Resta la speranza, mista ad amarezza, che in futuro le cose possano cambiare: l’augurio è che il Fanfulla possa abbandonare i palcoscenici minori della Promozione per ritrovare la propria gloria, e chissà che un domani la nazionale italiana non possa tornare a disputare una finale mondiale potendo contare anche su un calciatore cresciuto proprio tra le fila dei bianconeri lodigiani.

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