Foto di Roberta Mirabile - Alessandro Faccin - Amatori Lodi
Alessandro Faccin, giocatore dell’Amatori Lodi, ha rilasciato una lunga intervista ai nostri microfoni. Ecco le sue parole
Il moschettiere giallorosso, meglio dire Alessandro Faccin, ha rilasciato una lunga intervista ai nostri microfoni di Tuttolodi.it. Di seguito le sue dichiarazioni.
L’intervista completa
Alessandro, partiamo guardandoci indietro. Che voto dai alla stagione 2025/26 appena conclusa e qual è il bilancio finale dal tuo punto di vista?
Do un 6.5/7 perchè siamo riusciti a girarla al meglio ai playoff. In Regular Season non sono stato contento per come eravamo abituati, arrivare sesti non è stato buono perchè arriviamo sempre sopra quelle posizioni. Poi siamo però arrivati in semifinale e quindi do un 7.
Parliamo di gol: nell’ultimo campionato hai fatto più fatica a segnare, il motivo è legato ad un fattore più mentale o tattico?
Penso sia stato più tattico: abbiamo cambiato i giocatori, dovevamo ricalibrare, riequilibrare e capire le differenze. Sono abituato a giocare di più in area e quindi era difficile ricevere determinate palline e ricevere certe giocare. È stato più difficile segnare per quello, ma ne ho sempre parlato con i miei compagni. Il mio ruolo non è stare in area, è dare spazio e posto ai miei compagni per certe giocate e finalizzare quando mi smarco. Quest’anno tatticamente è stata difficile per quella cosa lì, sicuramente non ho segnato tanto quanto lo scorso anno.
C’è un gol in particolare dello scorso anno che ti porti nel cuore o che consideri il più importante?
Quello contro il Sarzana, quando abbiamo vinto 2-1 in casa e mancava poco alla fine. Uno in particolare non ricordo, per me ogni rete ha un significato particolare, bello segnare allo scadere, ma penso alla squadra e alla maglia.
Se potessi rigiocare una singola partita della scorsa stagione per cambiarne l’esito, quale sceglieresti? C’è qualche rimorso o rimpianto che ti è rimasto dentro?
Direi gara 5 di semifinale scudetto: mancava poco alla finale e abbiamo perso 3-2. In generale non mi sono piaciute quella di Coppa Italia contro il Valdagno, ma quella che vorrei rigiocare è gara 5 a Bassano.
Qual è il ricordo più bello o il momento di spogliatoio che fotografa al meglio l’annata passata?
Le vittorie dei playoff con Viareggio e Bassano ci davano quella carica e entusiasmo che per diversi momenti della stagione sono mancati. Le cose iniziavano a girare ed era bello.
Pablo Najera: quanto è importante per questa squadra, ma soprattutto per te?
Pablo è fondamentale perché ho fatto 3 anni insieme a lui. È mancato per il modo di giocare che abbiamo a Lodi, il ruolo di Pablo è fondamentale perchè unisce le linee dietro e avanti. In pista per me è quello che porta la palla verso di me. Siamo amici, ci siamo sentiti e visti. Completa il nostro gioco.
Se Najera è tornato il presente, quanto invece ti ha lasciato dentro Lorenzo Giovannetti, quali sono i ricordi, le emozioni?
Lorenzo è una delle migliori persone che conosco è una persona d’oro con cui ho condiviso molto. Questi 4 anni insieme sono stati speciali, gli auguro il meglio come professionista e persona.
C’è grande curiosità anche per il ritorno di Francesco Monticelli. Come vedi il suo inserimento in squadra?
È fondamentale anche se con lui non ho mai giocato. A Giovinazzo è cresciuto molto, sono sicuro potrà dare qualità alla squadra e dare tutto quello che ha.
Lavorare con Pierluigi Bresciani significa alzare costantemente l’asticella. Qual è l’insegnamento più grande che ti ha trasmesso il mister finora?
Mi ha insegnato tanto, è un grandissimo allenatore e persona. Mi ha sempre insegnato il carattere e l’attitudine, non mollare mai. Mi da anche molta serenità: lo considero quasi come un compagno di squadra per l’umanità che ha ed è una cosa che non ho mai avuto con nessuno. Comunicazione, carattere ed enstusiasmo: questo è ciò che mi da.
Bresciani è noto per la sua cura dei dettagli. C’è un aspetto specifico del tuo gioco su cui ti ha spinto a lavorare di più nell’ultimo anno?
Si arrabbia spesso quando sbagliamo anche solo un passaggio ma è giusto così, è la cosa che ti fa migliorare. Essendo il nostro lavoro ci ricorda che niente è scontato, guarda i dettagli. Non ti da un minimo di respiro su disattenzioni e questa cosa ci porta ad un livello superiore.
Parliamo del Pala Castellotti: giocarci dentro è sempre speciale. Cosa si prova a scendere in pista davanti a una curva che non smette mai di cantare?
Il PalaCastellotti è pelle d’oca: il palazzetto pieno, tutti che cantano , coreografie… non c’è posto migliore in Italia, Europa o nel mondo. Forse in Argentina, ma qui ha il predomio. Indossare la maglia del Lodi è un onore, mi sono innamorato di questa città.
Quanto incide il fattore “Pala Castellotti” nei momenti di difficoltà della partita? C’è un aneddoto legato ai tifosi che ti va di raccontare?
I tifosi sono unici anche fuori dalla pista: ci fermano per strada, ci sostengono. Ci fanno tanti “favori”, ci aiutano in tante cose, Lodi da tanto sotto diversi punti di vista. Devo solo che ringraziare perchè non l’ho mai visto da nessuna parte.
Passiamo all’identità visiva: sono state presentate le nuove maglie per la stagione 2026/27. Qual è stata la tua prima impressione appena le hai viste?
Non vedo l’ora di indossarle, mi piacciono veramente tanto, sembrano comode. Anche dal punto di vista estetico, quella nera sembra molto aggressiva. Quella giallorossa è iconica, ma anche il nero e oro mi piace molto.
Indossare i colori dell’Amatori Lodi porta con sé una responsabilità storica. Cosa provi quando ti infili quella maglia prima di entrare in pista?
Questa città vive l’hockey come nessuno in Italia. Mi viene in mente anche mio papà che la indossava, sono orgoglioso di viverla in prima persona, quindi è anche una questione di sangue.
Cosa ne pensi della Trophy Skate Italia?
Trofeo sicuramente interessante. È un po’ come la coppa di Portogallo. È una coppa in più che ci si gioca e sono entusiasta. Peccato si faccia durante i mondiali dove ci saranno assenze, ma ce la giocheremo.
Se dovessi scegliere: meglio vincere la Trophy Cup e raggiungere un traguardo comunque storico per l’Amatori Lodi (aver partecipato a tutte le finali in tutte le competizioni europee) o partecipare alla WSE Cup, trofeo più importante con squadre più blasonate?
Per la squadra che abbiamo la WSE Cup è più ambita della Trophy Cup. Bello vincere un trofeo ma l’ambizione nostra è quella.
Guardando le avversarie e i movimenti di mercato del campionato, che tipo di Serie A1 ti aspetti quest’anno? Chi vedi come favorita?
È un campionato molto equilibrato: noi ci siamo rinforzati, il Bassano anche, il Trissino ha perso 2 pedine importanti ma rimane quello che è. Vedo ancora loro favoriti: Bassano e Lodi le contendenti.
Fissiamo gli obiettivi del club: dove vuole e dove deve arrivare l’Amatori Lodi in questa stagione, sia in Italia che in Europa?
L’Amatori dovrebbe arrivare tra le prime 4 perchè abbiamo le possibilità. In Europa la final four della WSE Cup. Poi ovvio voglio vincere tutto, sarebbe ottimo onorare ogni competizione.
Voltando pagina sui tuoi obiettivi personali: c’è un traguardo specifico (in termini di gol, prestazioni o leadership) che ti sei imposto di raggiungere?
In termini di gol no, ma vorrei farne di più dell’anno scorso. Mi voglio concentrare partita dopo partita, importante vincere, segnando meglio ancora. Mi piace aiutare la squadra a vincere.
Qual è l’avversario contro cui hai fatto maggior fatica ad affrontare nella tua carriera?
Forse il Barcellona quando abbiamo giocato là e abbiamo perso; difficile in generale da giocare ti dico nessuna. Se parliamo in termini di vittorie però ti dico quella.
Chi è il giocatore più divertente dello spogliatoio, quello più serio, quello più carismatico, più altruista, più casinista, più polemico, quello che non sa perdere, più competitivo?
Porchera il più divertente; Faccin il più serio; Compagno il più carismatico; Giovannetti il più altruista; Antonioni il più polemico; Compagno il più casinista; poi in generale in squadra siamo tutti competitivi.
Lancia un messaggio ai tifosi lodigiani che aspettano solo di vedervi spingere di nuovo al massimo sulla pista del Pala Castellotti.
Ai tifosi lodigiani dico che spero continuino a sostenerci e lottare al nostro fianco. Dopo un’annata difficile vogliamo tornare sul tetto e trionfare in Italia e in Europa. Non vediamo l’ora di soddisfare tutti, noi e loro.
Per concludere raccontaci un po’ del tuo lavoro, i tuoi progetti, i tuoi progressi. Su cosa puoi ancora migliorare, cosa hai da offrire, insomma parlaci un po’ di te.
Io sono una persona molto inquadrata sugli obiettivi. Sto cercando di essere disciplinato su tutto: la fatica nel lavoro è un mantra, mi piace allenarmi, non solo per l’hockey, ma come stile di vita. Quello che mi fa stare bene e sentire vivo, quello che sento quando gioco a hockey. Mi piace vivere di sport, allenamento, hockey. Cerco di curare il mio fisico: prendo come esempio Cristiano Ronaldo, ogni singolo dettaglio da curare per migliorare. Oltre che hockeista sono anche personal trainer: aiuto le persone a fare ciò che ho fatto anche io nella mia vita, riuscire a migliorare ogni giorno il mio fisico. Ho fatto un cambiamento fisico, ho messo su 10 chili di massa e voglio fare lo stesso con gli altri, aiutare a piacersi. Sicuramente vivo anche l’hockey al massimo, ma sto iniziando a mettere mattoncini per il futuro perchè con questo sport non ci potrai vivere per sempre. Sono una persona che cerca di fare tutto questo nel migliore nei modi.
Ringraziamo Alessandro Faccin e la società BCC Centropadana Amatori Lodi per la preziosa disponibilità.
Intervista a cura di Luca Maninetti e Giulia Mazzoleni
