17 Agosto 2026
Pierluigi Bresciani

Foto di Roberta Mirabile - Pierluigi Bresciani

Bresciani individua nella scarsa base numerica dei giovani, più che nella qualità, il principale limite delle nazionali italiane

Dopo le polemiche che hanno accompagnato il cammino dell’Italia agli Europei Under 17, Pierluigi Bresciani analizza con lucidità le difficoltà del movimento azzurro. Per il tecnico, il nodo principale non è la qualità dei giovani talenti, ma la base numerica troppo ridotta da cui attingere, oltre ad alcuni aspetti tecnici e organizzativi che limitano la crescita delle nazionali.

Le sue dichiarazioni

Subito dopo il ko con la Svizzera e poi a fine Europeo sono arrivate critiche e polemiche contro il sistema hockey italiano, la Federazione ecc. Cosa ne pensi e qual è secondo te il problema maggiore delle nostre nazionali?

“Il problema maggiore è che noi facciamo la scelta su 20 ragazzi, gli altri, soprattutto le due iberiche, la fanno su 50/100. È un problema di numeri e di quantità, non di qualità, perché io resto convinto che anche noi abbiamo ragazzi interessanti sui quali lavorare.
Dopodiché sicuramente ci sono cose da migliorare. A livello di pattinaggio, per esempio, ho visto che siamo un pochino indietro in quel fondamentale. Sul poco tempo per lavorare invece, è sicuramente un aspetto, ma nel caso dell’Under 17 non si poteva fare diversamente.
Questi ragazzi hanno finito le ultime gare il 25 giugno e il 20 luglio iniziava l’Europeo. Non c’era il tempo materiale. Ai miei tempi l’Europeo era a settembre, avevamo tre mesi per allenarci e prepararci bene; oggi è sempre a luglio ed è chiaro che tutto si riduce drasticamente.
Sul resto, tutti i discorsi contro la Federazione, il numero dei dirigenti e dello staff che è venuto in Portogallo, non li commento neanche perché sono polemiche inutili che si portano via con il vento”.

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