Foto di Alberto Vanelli - Ariel Brescia
Ariel Brescia ricorda i compagni con cui in pista nacque un’intesa speciale, fatta di sguardi, automatismi e grande sintonia di gioco
Nel corso della sua carriera Ariel Brescia ha condiviso la pista con tanti compagni, costruendo un’intesa nata dall’esperienza, dalla fiducia e da quella speciale sintonia che solo l’hockey sa creare. Ci sono stati giocatori con cui il dialogo non aveva bisogno di parole: bastava un movimento, un’occhiata, un’intuizione per sapere già dove sarebbe arrivata la pallina. Ripercorrendo quei momenti, Brescia racconta i compagni con cui ha trovato la miglior connessione tecnica e umana, quelli con cui il gioco sembrava diventare naturale.
Le sue dichiarazioni
Chi è stato il compagno di squadra con cui hai avuto la migliore intesa in pista, quello con cui vi capivate a memoria con un solo sguardo?
“A Novara sono stato con Molina: ci intendevamo con uno sguardo. Con Marcelo Lopez a Breganze, era un ragazzo molto abile. Con Raed mi capivo al volo, con Alan Karan a Lodi”.
