Il club bianconero saluta l’impianto di viale Pavia a causa del bando deserto e dei debiti con il Comune, le ultime
Si fa sempre più concreta la fine di un’era per il Fanfulla. Lo storico stadio “Dossenina”, che dal lontano 1920 ha fatto da cornice alle imprese calcistiche del “Guerriero”, ha ormai sbarrato i cancelli. La mancata adesione della società bianconera al bando pubblico per l’affidamento della struttura ha sancito una rottura che appare insanabile, smentendo le iniziali rassicurazioni social del presidente Alessandro Tufo.
Il futuro della squadra è ora avvolto nel mistero: con l’imminente scadenza del 17 luglio per l’iscrizione al prossimo campionato, la dirigenza deve non solo trovare un campo alternativo, con forti indiscrezioni che guardano verso la zona del Sudmilano, in particolare San Donato, ma anche regolarizzare urgentemente la propria situazione finanziaria e i debiti pendenti con il Comune di Lodi.
A pagare il prezzo più alto di questa crisi è soprattutto il vivaio. Le attività per i più giovani sono drasticamente diminuite e l’ambiente è segnato da un fuggi-fuggi generale. La gravità del momento è testimoniata dalle dimissioni di Marco Riccardi, ormai ex responsabile dell’attività di base, che ha espresso profonda amarezza per il crollo di un progetto sportivo e sociale che coinvolgeva tantissime famiglie e collaboratori.
