Foto di Alberto Vanelli - Ariel Brescia
Per Ariel Brescia, segnare era soprattutto una questione di lucidità, lettura del portiere e rapidità di scelta
Per un attaccante, il gol non è soltanto una questione di tecnica, ma soprattutto di lettura del gioco e rapidità di decisione. Ariel Brescia, ex protagonista dell’hockey su pista, racconta come la capacità di osservare il portiere e scegliere la soluzione giusta in una frazione di secondo fosse alla base della sua efficacia sotto porta, ricordando anche una delle qualità che rendevano speciale Francesco Amato.
Le sue dichiarazioni
Qual era il tuo segreto o il tuo colpo preferito per beffare i portieri avversari? Ti allenavi in modo specifico sulla rapidità del tiro?
“Io arrivavo in area e giocavo con la testa alta: se il portiere si avvicinava tiravo accompagnato; se invece rimaneva fermo allora ne approfittavo per fare la finta. Devi decidere in pochi secondi. Per un attaccante è importante tenere alta la testa per capire il comportamento del portiere. Francesco Amato aveva un ottimo tiro accompagnato, sempre lo stesso ma era micidiale perchè sempre gol”.
