9 Luglio 2026
Ariel Brescia

Il debutto di Ariel Brescia in Serie A1 con l’Amatori Vercelli lo portò a confrontarsi con un hockey più veloce e preciso, imparando accanto a campioni che fino ad allora aveva solo ammirato

Il passaggio di Ariel Brescia all’hockey su pista italiano rappresenta un momento di svolta nella sua carriera, segnato dall’approdo in Serie A1 con il Vercelli, una delle società più prestigiose del panorama nazionale. L’impatto con il gioco italiano, molto diverso da quello sudamericano per ritmo e organizzazione tattica, fu per lui sorprendente e formativo: si trovò infatti a giocare accanto a campioni che aveva sempre ammirato da lontano, come quelli della Nazionale italiana campione del mondo, e a confrontarsi con un hockey più veloce, preciso e strutturato, dove anche i dettagli tecnici, come le punizioni di prima, assumevano un ruolo decisivo.

Le sue dichiarazioni

Il tuo debutto in Serie A1 è avvenuto con l’Amatori Vercelli, un’altra piazza storica. Che tipo di impatto hai avuto con il gioco italiano, tatticamente così diverso da quello sudamericano?

Nell’86/88 avevano vinto il Mondiale con Marzella, Crudeli, Mariotti e noi li guardavamo come idoli. Quando mi hanno chiamato per andare per me è stata una sorpresa. Era giocare con dei campioni e imparare. In Italia era tutto più veloce, vedevo Marzella, come tirava le punizioni di prima. Loro erano molto precisi”.

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