Dopo settimane di ricostruzioni, accostamenti e ipotesi sul futuro del calcio lodigiano, interviene Andrea Ciceri
Andrea Ciceri ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de Il Cittadino. Ecco le sue parole sul momento attuale che sta attraversando il Fanfulla e l’inserimento del Sangiuliano City:
“Leggo da diverso tempo il mio nome e quello di Calciolandia accostati a diverse trattative sul possibile rilancio calcistico in città. Avevamo presentato alcuni imprenditori lodigiani disponibili a riqualificare l’area calcistica della Faustina e rilanciare l’attività con un progetto che, partendo dalla struttura tecnica di Calciolandia, potesse sviluppare un nuovo Fanfulla. Purtroppo non sussistevano i tempi tecnici per poter assegnare, oltre al campo Sala, anche il campo 3 e il cascinale. Venuti meno questi presupposti, abbiamo declinato i nostri propositi“.
Sul rammarico: “Penso che la città abbia perso un’occasione per riqualificare la zona Faustina e il calcio a Lodi. Ma io sono di parte e, non essendo in politica, prendo atto delle ristrettezze burocratiche. Il Fanfulla in fondo dovrebbe rappresentare un patrimonio dell’intera città“.
Su Andrea Luce e Barbati: “Nascono dalle gratificanti esperienze vissute insieme. Ammiro Barbati perché continua a spendersi per il Fanfulla dopo tutto quello che ha dovuto affrontare. La diatriba con Tufo rischia di radere al suolo quel poco di calcio rimasto in seno alla società. Se il Fanfulla ha fatto qualche anno da protagonista in D negli ultimi 10 anni, il principale merito è di Barbati“.
Sull’ipotesi Sangiuliano City a Lodi: “Potrebbe essere la soluzione più immediata per respirare da subito ancora un certo calcio in città. Durante la mia esperienza con la famiglia Luce avevo più volte spinto per trasferire tutto a Lodi, cambiando nome alla squadra. Forse oggi hanno capito che troverebbero una piazza pronta ad accoglierli. Con Alessandro Bruschi in panchina potrebbe aprirsi anche un ciclo capace di valorizzare tanti giovani del territorio“.
Continua: “Non sarà facile sbrogliare la matassa, ma so che Milanesi, uomo che arriva dal campo, ha a cuore che a Lodi si torni a fare calcio con qualità e programmazione. Due squadre nella stessa città si sono già viste, come a Catania, Piacenza o Pavia, e sarebbe comunque meglio di vedere sparire tutto“.
