12 Ottobre 2026
Stadio Dossenina

Molti ex del Fanfulla chiedono di intitolare lo stadio “Dossenina” al campionissimo lodigiano Gianpiero Marini

Di norma l’intitolazione di uno stadio, così come di vie, piazze o monumenti, avviene per persone decedute da almeno dieci anni. A Lodi, tuttavia, l’idea scaturita in estate di associare allo stadio “Dossenina” il nome di Gianpiero Marini ha assunto i caratteri di un plebiscito.

Se servisse una deroga prefettizia per attestare i meriti sportivi di “Malik”, “Pirata” o “Pinna d’oro” (soprannomi di uno dei soli 85 italiani ad aver vinto un Mondiale di calcio), in molti sono pronti a caldeggiarla, a partire dagli ex componenti del gruppo Ex Guerrieri Fanfullini, fedeli all’Ac Fanfulla 1874.

Le voci degli ex compagni e dei dirigenti

Tino Scorletti (centrocampista del Fanfulla nell’anno dell’esordio del diciassettenne Marini in prima squadra)

“L’intitolazione dello stadio a Marini mi farebbe molto piacere: una persona a modo, che unisce. Insieme abbiamo disputato tante partite e conservo ottimi ricordi: nelle trasferte, in ritiro, stavamo in camera insieme perché eravamo i giovincelli della squadra”.

Gianfranco Delle Donne (attaccante)

“Lo sarei entusiasta se lo stadio che ci ha visto giovani calciatori in campo venisse intitolato a Gianpiero. Lo meriterebbe perché è sempre stato un bravo ragazzo e inoltre è stato campione del mondo con la maglia della Nazionale […] Un grande giocatore e meriterebbe questa soddisfazione”.

Nino Gioia (difensore)

“Gianpiero l’avevo conosciuto ancor prima di giocare insieme nel Fanfulla. Era un ragazzino talentuoso, di buon carattere e molto determinato […] Per Lodi è un vanto e io mi posso gratificare di un’amicizia fraterna”.

Beppe Giavardi (vicedirettore generale del settore giovanile dell’Inter)

“Credo si tratti di un riconoscimento importante, con Gianpiero ci conosciamo da quando eravamo giovani […] Con lui ho un rapporto tuttora importante e posso affermare che è persona meritevole in tutte le sue sfaccettature, io lo definisco un uomo di altri tempi”.

Guido Campagnoli (presidente del Fanfulla dal 1976 al 1980)

“Sicuramente a parte il valore sotto l’aspetto sportivo, Gianpiero è un uomo indiscutibile e una persona di grandi valori […] ritengo che meriti questo riconoscimento da parte della sua città”.

Giancarlo Geroli (per diversi anni segretario dell’Ac Fanfulla 1874)

“Io sono d’accordissimo a questa intitolazione. Gianpiero è l’unico sportivo che ha rappresentato Lodi nel mondo”.

Umberto Rossetti (dieci anni con la maglia del Fanfulla ed ex capitano, oggi titolare del marchio Ac Fanfulla 1874)

“Marini è una bravissima persona e ha portato Lodi alla ribalta internazionale, giocando nell’Inter, ma soprattutto è stato l’unico lodigiano ad aver vinto un Mondiale di calcio. L’onore sarebbe per lui e nostro che abbiamo vestito la maglia dell’Ac Fanfulla 1874. Anche suo fratello Angelo ha vestito la maglia del Fanfulla. Nessuno più di Gianpiero dovrebbe avere questa onorificenza”.

Alberto Amadei

“Il Fanfulla ha bisogno di riscatto. Intitolare lo stadio a Gianpiero Marini potrebbe essere un primo passo di un lungo cammino. Non bisogna sempre aspettare che una persona venga a mancare per dargli un riconoscimento”.

Silvio Bologna (fantasista del Fanfulla negli anni ’70)

“Io vedo bene che lo stadio della “Dossenina” sia intitolato a Marini, ma siamo sicuri che quello stadio riapra i battenti e non venga venduto per costruire palazzi? Di certo Marini è una brava e stimata persona e meriterebbe per quanto fatto in carriera questo riconoscimento da parte della città”.

Agostino Lameri (difensore del Fanfulla per sette stagioni)

“Ritengo che sia un riconoscimento obbligato per una persona che con umiltà e tanto lavoro ha raggiunto grandi risultati sportivi. Gianpiero è anche un campione come persona”.

Diego Ciceri (direttore generale del Fanfulla dal 1976 al 1979)

“Certi attestati e onorificenze vanno attribuiti alle persone che meritano anche quando sono ancora in vita. Marini lo merita per l’uomo che è e per il giocatore che è stato: perché è fanfullino, perché è lodigiano e soprattutto perché è sempre stato una persona perbene”.

I campi inutilizzati a Lodi

 

A Lodi la chiusura della “Dossenina” e l’inutilizzazione del campo “Sala” costringono le società locali all’esilio o al sovraffollamento: il Fanfulla è emigrato a Settala, il San Fereolo si è spostato a Lodi Vecchio per la mancanza di strutture pronte e l’Edelweiss gioca a Montanaso, in attesa che il Comune renda riutilizzabili e funzionali gli impianti cittadini.

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