24 Giugno 2026
Fanfulla

Oltre 150 mila tifosi di 120 curve italiane chiedono prezzi più bassi, stop al calcio “spezzatino” e maggiori tutele sui Daspo e sulla gestione delle società

Più di 150 mila tifosi appartenenti a 120 tifoserie italiane hanno sottoscritto una petizione per chiedere un calcio più accessibile e vicino ai sostenitori. Tra le principali richieste figurano l’introduzione di prezzi calmierati per i biglietti (20 euro in Serie A, 15 in Serie B e 10 in Serie C), calendari e orari più rispettosi dei lavoratori per contrastare il fenomeno del “calcio spezzatino”, norme più rigide sulle proprietà dei club e sulle multiproprietà, oltre a una revisione delle procedure relative al Daspo con maggiori garanzie giudiziarie.

L’iniziativa è stata presentata al Senato dal segretario nazionale dell’Udc Antonio De Poli e potrebbe ora approdare all’esame parlamentare. Secondo i promotori, la petizione rappresenta la voce di un calcio popolare che chiede di essere ascoltato in un sistema sempre più condizionato da logiche economiche.

Tra le tifoserie aderenti figurano anche quelle di Brescia, Atalanta, Bari, Bologna, Napoli, Palermo, Sampdoria, Udinese, Vicenza e Fanfulla (Ultimi Guerrieri).

Le dichiarazioni di De Poli

Il calcio non è solo spettacolo e business ma è prima di tutto comunità, un linguaggio che unisce generazioni diverse, che lega i territori. Con questa iniziativa vogliamo riportare al centro il valore sociale dello sport. La petizione evidenzia una frattura sempre più evidente: da una parte il calcio popolare, fatto di passione e partecipazione; dall’altra parte un sistema sempre più orientato a logiche economiche che rischiano di allontanare il calcio da chi lo tiene vivo, ovvero i tifosi. E’ un segnale che non possiamo permetterci di ignorare“.

Le parole dell’avvocato Giovanni Adami

In altri Paesi in Europa ci sono prezzi calmierati per le partite di calcio agli stadi” e che l’iniziativa “nasce dal basso, grazie all’impegno e all’entusiasmo dei tifosi”.

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