24 Giugno 2026
Pierluigi Bresciani

Foto di Roberta Mirabile - Pierluigi Bresciani - Amatori Lodi

Dopo le amarezze in Regular Season, Coppa Italia e WSE Cup, Bresciani si conferma un maestro dei play-off, guidando la squadra a…

Nello sport, come nella vita, non conta solo come si parte, ma come si decide di finire. La stagione 2025/2026 della BCC Centropadana Amatori Lodi rimarrà impressa nella mente dei tifosi come una delle più indecifrabili degli ultimi anni: un lungo inverno di sofferenze, dubbi e delusioni, trasformatosi improvvisamente in una primavera di pura passione hockeistica. Al centro di questa incredibile metamorfosi c’è un solo uomo: Pierluigi “Gigio” Bresciani, un tecnico capace di mantenere la barra dritta nella tempesta e di tirare fuori il meglio dal suo gruppo nel momento più importante.

Il cammino del Lodi

Inutile nascondersi dietro un dito: fino a marzo, l’annata del Lodi aveva il sapore amaro dell’occasione perduta. In Regular Season la squadra ha faticato a trovare continuità, scivolando in una sesta posizione in classifica che costringeva i giallorossi a guardare le rivali storiche dal basso.

Le coppe, da sempre terreno di caccia dell’Amatori, hanno riservato quest’anno solo delusioni: in Coppa Italia, il cammino si è interrotto troppo presto rispetto alle aspettative storiche della piazza. In Europa, l’avventura in WSE Cup è sfumata tra rimpianti e dettagli che hanno punito oltremodo i ragazzi di Bresciani.

Tra l’integrazione dei nuovi innesti e alcune rotazioni inevitabilmente corte, il team giallorosso sembrava aver perso quella solidità difensiva e quel cinismo che avevano fatto la fortuna dei cicli passati. Nel momento più buio, però, l’ambiente non si è sfaldato.

Il capolavoro dei play-off: la metamorfosi tattica e mentale

È qui che è emerso tutto il valore di Pierluigi Bresciani. Deposte le scorie delle eliminazioni invernali, il mister ha resettato la testa della squadra, trasformando l’Amatori in una vera e propria macchina da guerra per i play-off scudetto.

Nei quarti di finale contro il Viareggio, il Lodi ha ribaltato i pronostici della vigilia sfoderando due prestazioni importanti per intensità, disciplina tattica e cattiveria agonistica. Quella squadra contratta vista in campionato ha lasciato spazio a un gruppo unito, corto, capace di soffrire in difesa e di pungere in contropiede con una lucidità disarmante.

Il cammino si è interrotto solo in una logorante semifinale alla quinta partita contro il Bassano, ma la standing ovation del Pala Castellotti ha sancito il verdetto reale: l’Amatori ha spaventato tutti, uscendo a testa altissima e sfiorando una finale scudetto che, solo due mesi prima, sembrava un miraggio.

Una conferma per il futuro

Se il Lodi è riuscito a raddrizzare un’annata complicata, il merito principale va alla gestione umana e tecnica di Bresciani. Ha saputo aspettare la crescita dei singoli e ha rigenerato lo zoccolo duro della squadra nel momento del bisogno.

Questa stagione dimostra che l’Amatori ha ancora un’anima e un’identità precisa. Con le giuste correzioni sul mercato la base plasmata dal tecnico toscano è prontissima per tornare a lottare per il tricolore e chissà puntare a vincere un trofeo (Coppa Italia) ma anche WSE Cup.

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