Foto di Alberto Vanelli - Amatori Lodi
La stagione 2025/2026 dell’Amatori Wasken Lodi va in archivio lasciando dietro di sé un mix di emozioni contrastanti
La stagione 2025/2026 della BCC Centropadana Amatori Lodi va in archivio lasciando dietro di sé un mix di emozioni contrastanti, tipico delle annate di profondo cambiamento. Dopo aver accarezzato i massimi traguardi nella stagione precedente, la compagine giallorossa ha dovuto fare i conti con un percorso decisamente più tortuoso, caratterizzato da una complessa gestione delle forze e da un livello competitivo del campionato di Serie A1 decisamente più equilibrato.
Un avvio in salita, la regular season altalenante e l’orgoglio nei play-off
Ripartire dopo la bella annata dello scorso anno non era semplice, soprattutto considerando i fisiologici riassetti strutturali e le fatiche logistiche, come le partenze eccellenti di Grimalt e Najera. Lo zoccolo duro composto da elementi del calibro di Faccin, Compagno, Nadini, Antonioni e Giovannetti ha garantito l’anima e l’identità alla squadra, ma la continuità di rendimento è stata il vero tallone d’Achille della stagione.
Il cammino in regular season ha visto i giallorossi alternare prestazioni dominanti (come lo squillante 9-2 rifilato al Follonica a inizio gennaio) a passaggi a vuoto inaspettati contro rivali storiche o formazioni più chiuse ma allo stesso tempo ciniche. Questo andamento ad elastico ha costretto i lodigiani a chiudere la prima fase del campionato al sesto posto, un piazzamento insolito per gli standard della piazza.
Nonostante i pronostici sfavorevoli legati alla posizione in griglia, nei playoff è emerso il vero carattere dell’Amatori Lodi. Nei quarti di finale contro il Viareggio, i giallorossi hanno sfoderato due prove di forza importanti, centrando la qualificazione alla semifinale. Il sogno tricolore si è però infranto contro l’Ubroker Bassano, nonostante cinque sfide tirate, in cui il Lodi ha lottato con le unghie.
Il bilancio: un 6.5 di stima e lo sguardo al futuro
Il pagellone di fine anno descrivono quella del Lodi come una stagione da 6.5: una sufficienza abbondante guadagnata grazie al cuore e alla capacità di non affondare nei momenti critici, ma che evidenzia la distanza temporanea dai vertici assoluti del hockey pista italiano.
La stagione 2025/26 va dunque considerata come un necessario anno di transizione. La certezza da cui ripartire è la tenuta del gruppo storico; la sfida per la dirigenza, in vista del prossimo campionato, sarà quella di allungare le rotazioni e trovare quella stabilità tecnica indispensabile per riportare l’Amatori Lodi a competere stabilmente per lo scudetto.
