14 Ottobre 2026
Sant'Angelo

Il Sant’Angelo frena tra le mura amiche contro la Castellanzese a causa delle troppe ingenuità difensive e dell’espulsione di Garatti, nonostante la solitaria prova di grande sacrificio di Maltoni in attacco

Una prestazione a due facce quella del Sant’Angelo, dove l’impegno e la reazione d’orgoglio non sono bastati a mascherare i troppi errori individuali e la scarsa brillantezza di alcuni elementi chiave. Analizzando i giudizi de Il Cittadino, emerge il quadro di una squadra che fatica nella costruzione del gioco e che ha pagato a caro prezzo disattenzioni evitabili.

Luci e ombre in difesa e a centrocampo

Tra i pali, Leoni (6) assiste a un match dove subisce reti su cui non ha responsabilità, complici le imprecisioni dei compagni. In difesa, se Nechita (6) dimostra a lungo grande solidità (sfiorando persino la marcatura nel primo tempo), finisce poi per condividere la colpa sul raddoppio avversario firmato Castellanzese. Fanno più fatica Premoli (5,5), poco reattivo in occasione del gol di Chessa, e Garatti (5), la cui consueta generosità viene gravemente macchiata da un’ingenuità da espulsione davanti al direttore di gara che lascia i suoi in dieci uomini. Positivo invece l’esordio del neoacquisto Cavalli (6), pur dovendo ancora affinare le intese con i compagni.

In mezzo al campo, Guerrini (6) prova a dare geometria e tempi, mentre Daqoune (5,5) mette grinta ma appare indietro di condizione. Discreto l’impatto di Prinelli (6) dalla panchina, il cui lavoro è stato però limitato dall’inferiorità numerica sopraggiunta poco dopo il suo ingresso.

Attacco spuntato: Maltoni predica nel deserto

Sulle corsie esterne e in avanti la manovra sbatte spesso contro il muro avversario. Bernardini (5,5) e Pavesi (5,5) si rendono utili con qualche traversone (da uno di Pavesi nasce l’azione del pareggio), ma entrambi commettono sbavature pesanti o faticano a trovare la giusta posizione. Cominetti (5,5) soffre i postumi dell’infortunio e non riesce ad incidere, mentre il subentrato Grandinetti (6) è l’unico nella ripresa a mostrare intraprendenza.

Il migliore in campo è indubbiamente Maltoni (6,5): una gara di enorme sacrificio in cui lotta da solo contro l’intera retroguardia avversaria, venendo però troppo spesso abbandonato al proprio destino.

In panchina e nella gestione complessiva, la prestazione di Di Lauri (5,5) riflette una squadra che ha troppe difficoltà nella manovra e commette troppe disattenzioni, anche se resta da salvare la capacità di reagire dopo lo svantaggio iniziale.

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