14 Luglio 2026
Stadio Dossenina

L’addio forzato allo storico stadio Dossenina e il silenzio societario aprono l’estate più buia e indecifrabile nella storia del club bianconero

Per il Fanfulla il tempo sembra essersi fermato, ma non in senso positivo. All’alba di metà luglio, quella che dovrebbe essere la fase dei ritiri, del calciomercato e della programmazione estiva si è trasformata in una palude di incertezze. La notizia più pesante, che scuote le fondamentsa del tifo lodigiano, riguarda lo storico legame con lo stadio Dossenina: dopo oltre un secolo di domeniche condivise (l’esordio nell’impianto risale all’ottobre del 1920), le strade del club e di viale Pavia si dividono.

La mancata partecipazione della società al bando comunale per la gestione della struttura ha sancito uno strappo che molti temevano ma che nessuno, in fondo, sperava di vedere concretizzato. Al momento i cancelli restano chiusi, lasciando la squadra di fatto senza una propria “dimora” per la prossima stagione calcistica.

A rendere l’atmosfera ancora più tesa è il silenzio della dirigenza guidata da Enzo e Alessandro Tufo. Le promesse di partecipazione fatte via social settimane fa sono state smentite dai fatti emersi nei tavoli comunali, e l’assenza di spiegazioni ufficiali sta alimentando lo sconforto tra i sostenitori della Curva Sud.

Oggi il Fanfulla si trova a un bivio drammatico: prima ancora di capire quale volto avrà la rosa o chi siederà in panchina, la priorità assoluta resta l’iscrizione al campionato e, soprattutto, la ricerca di un campo da gioco alternativo. Per una piazza storica come Lodi, vedere il proprio simbolo calcistico privato delle sue mura storiche rappresenta una ferita profonda, in un’estate che si preannuncia tra le più buie e indecifrabili della storia bianconera.

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