Foto di Alberto Vanelli - Ariel Brescia
Ariel Brescia ripercorre il suo trasferimento in Italia e spiega quali qualità servono oggi a un giovane argentino per affrontare con successo il salto in Europa
Ariel Brescia conosce bene cosa significhi lasciare la propria terra per inseguire un sogno. Cresciuto nella grande tradizione dell’hockey su pista di San Juan, ha affrontato giovanissimo il salto in Europa, confrontandosi con una realtà completamente nuova, dentro e fuori dalla pista. Per questo, a chi oggi sogna di ripercorrere la sua stessa strada, il suo consiglio va oltre il talento: servono maturità, carattere e la consapevolezza che adattarsi a una nuova lingua e a una nuova cultura è una sfida importante quanto quella sportiva.
Le sue dichiarazioni
Se un giovane hockeista di San Juan oggi ti chiedesse un consiglio prima di trasferirsi a giocare in Europa, cosa gli diresti?
“Sono arrivato in Italia a 17 anni, meglio essere un più maturi, data anche la nuova lingua e cultura. Bisogna avere carattere, meglio a 20/21 anni con più esperienza. Io quando sono arrivato a Vercelli, c’era gente come Colamaria che aveva 30 anni. Non è facile all’inizio perché devi imparare tutto, però era il mio sogno”.
