Fanfulla: il club senza stadio e sospeso tra la rinascita in Promozione e il rischio del vuoto societario. Le ultime
Il Fanfulla sta vivendo i giorni più difficili e surreali dei suoi 118 anni di storia. Quella che fino a pochi mesi fa era una nobile decaduta del calcio lombardo, fresca di una dolorosa retrocessione in Promozione dopo un’annata da dimenticare in Eccellenza, oggi si trova ad affrontare una crisi d’identità strutturale che scuote l’intera comunità di Lodi.
La frattura più evidente è quella con la propria storia: lo stadio “Dossenina”, casa del Guerriero fin dal lontano 1920, non è più a disposizione del club. La mancata partecipazione della dirigenza al bando comunale per la gestione dell’impianto ha sancito uno sfratto di fatto che lascia la squadra letteralmente senza un campo in cui giocare.
Mentre i tifosi manifestano davanti ai cancelli di viale Pavia contro l’attuale gestione societaria della famiglia Tufo, la clessidra scorre veloce. Mancano pochissimi giorni alla scadenza delle iscrizioni al prossimo campionato di Promozione (fissata per il 17 luglio) e il club si trova in un limbo organizzativo: pur avendo annunciato a fine giugno la nomina del nuovo allenatore Alberto Cuomo, non è ancora chiaro dove la squadra disputerà le proprie partite interne né se ci saranno i presupposti burocratici ed economici per completare l’iscrizione. I sostenitori bianconeri e l’intera città di Lodi attendono risposte concrete, nel timore che il silenzio dei vertici societari possa spegnere per sempre il calcio del Guerriero.
