Dai primi passi sui pattini per gioco all’emozione di indossare la maglia della Nazionale ai Mondiali di Asunción, Checco Compagno si racconta
Passione, senso di appartenenza e la determinazione di chi ha trasformato un’agitazione infantile in amore a prima vista per la pista. Checco Compagno, attaccante dell’Italia, si è raccontato ai canali ufficiali dei Mondiali di Asunción. Tra ricordi d’infanzia, l’orgoglio di rappresentare il proprio Paese e lo spirito di un gruppo unito pronto a superare ogni ostacolo, l’azzurro ripercorre il suo cammino e le sue emozioni nel massimo palcoscenico internazionale.
Le sue dichiarazioni
“Ho iniziato a pattinare quando mia mamma portava mio fratello ad allenarsi. L’allenatore diceva che ero un bambino molto agitato, da lì allora ha iniziato a farmi provare i pattini ed è stato amore a prima vista, non li ho più lasciati”.
“Dopo ogni sconfitta c’è sempre sconforto ma la forza del gruppo aiuta tanto”.
“Sicuramente è un sogno che hai fin da bambino quando guardi i tuoi idoli giocare con la maglia della nazionale. È un sogno e un obiettivo raggiunto, esserci riuscito è motivo di orgoglio”.
“Non credo nella scaramanzia: facciamo un piccolo urlo prima della partita in squadra”.
