Mirko Bertolucci guarda oltre la salvezza, puntando sulla crescita dei giovani attraverso un percorso fatto di pazienza, lavoro e maturazione
Le parole di Mirko Bertolucci raccontano con grande lucidità la fase che sta attraversando la squadra: un percorso di crescita che richiede pazienza, sacrificio e fiducia nei giovani. Il tecnico non nasconde le difficoltà legate a un mercato condizionato dall’importante investimento per il nuovo impianto sportivo, né le criticità emerse nel corso della partita. Ma al di là del risultato e dell’obiettivo salvezza, la sua priorità resta la formazione di un gruppo capace di maturare e competere ad alti livelli. Un lavoro impegnativo, fatto di passione e dedizione, che Bertolucci affronta con convinzione e con l’orgoglio di aver accompagnato i suoi ragazzi fino alla Serie A1.
Le sue dichiarazioni
“Abbiamo un grosso problema: con l’investimento che abbiamo fatto per il nuovo impianto sportivo, non avevamo budget per poter agire sul mercato. Anche se il progetto che ho in mente è quello di continuare a far crescere i miei ragazzi, è chiaro che se avessi potuto inserire un elemento d’esperienza di 30 anni, un difensore che mi dava magari un pochino di equilibrio dietro e un po’ più di sicurezza… però non sono ossessionato dalla salvezza. Sono felice di fare questo percorso e la salvezza, se arriverà, dovrà giungere alla fine di un cammino di maturazione dei ragazzi. Possiamo farlo soltanto attraverso partite come quella di stasera. Separo il primo tempo dai sei-sette minuti centrali della ripresa, nei quali abbiamo avuto un blackout; e a questo livello il blackout non te lo puoi permettere. Ci saranno altri momenti di calo, spero che siano più corti, più controllati e con un margine inferiore. Ci vorrà tempo e pazienza e ci vorrà che i ragazzi credano di poter migliorare all’interno di questo campionato. In questi ragazzi vedo tanta dedizione e tantissima passione. A livello qualitativo ho dei buoni giocatori; certo, nella mia generazione c’erano giocatori di un’altra caratura (come Amato, Marzella, Mariotti), ma il lavoro che sto facendo è quello di cercare di formare i giovani, perché nel movimento italiano mancano proprio giocatori giovani e bravi. È un lavoro faticoso che porta a partite come quella di stasera, ma io torno a casa felice per aver portato un gruppo di ragazzi in Serie A1”.
