Nacque così, su un campo fangoso nel 1976, la leggenda del “numero 7” Umberto Rossetti, unico guerriero capace di salvare il Fanfulla con il cuore e lo spirito di sacrificio
Il gesto generoso di Umberto Rossetti, che ha rilevato lo storico marchio del Fanfulla, riporta alla memoria un legame indissolubile con la maglia bianconera nato mezzo secolo fa. In una cronaca del 3 ottobre 1976 firmata da Andrea Maietti per Il Cittadino, si racconta la drammatica prima di campionato contro la Caratese su un terreno trasformato in un pantano. Di fronte a una squadra impaurita e sfiancata dalla fatica, molti tifosi cedono alla tentazione della rassegnazione. A salvare la partita dalla disfatta è solo l’incredibile spirito di sacrifico di Rossetti: apparentemente fragile e poco appariscente, il numero 7 si trasforma nell’unico vero guerriero in campo, correndo a perdifiato per rimediare agli errori dei compagni, difendendo, impostando il gioco ed esaurendo ogni energia fino al termine.
Alla fine, pur nell’amarezza di un grigio pareggio, l’uscita dallo stadio consacra la sua prestazione con i commenti in dialetto dei tifosi, unanimi nel votare la maglia numero sette come la sola degna di nota in una giornata difficile.
