Il Sangiuliano City chiude un’avventura storica, ma lascia un’importante eredità grazie ai tanti giocatori valorizzati poi affermatisi nel calcio professionistico
La rinuncia del Sangiuliano City alla Serie D segna la fine di un percorso straordinario durato circa cinque anni, durante il quale la società gialloverde è salita dalla Seconda Categoria fino alla Serie C, attirando l’attenzione nazionale per la rapidità della crescita.
Nonostante la chiusura del club, resta importante l’eredità tecnica lasciata dalla squadra che disputò l’unico campionato di Serie C. Quella formazione, costruita dal direttore sportivo Alessio Battaglino e dal presidente Andrea Luce, riuscì anche a guidare per un periodo il Girone A davanti a club prestigiosi, prima della retrocessione ai playout contro la Triestina.
Molti giocatori di quella rosa hanno poi consolidato carriere nel calcio professionistico: dodici hanno raggiunto livelli importanti e dieci militano oggi tra Serie A, Serie B e Serie C. Tra i casi più significativi ci sono Simone Zanon, oggi al Pisa in Serie B, e Pietro Fusi, al Padova, entrambi protagonisti di una crescita iniziata proprio al Sangiuliano.
Anche altri ex gialloverdi hanno trovato spazio nel calcio professionistico, come Matteo Grandi al Venezia, Francesco D’Alterio al Crotone, Alex Sposito alla Cavese, oltre a giocatori presenti in Serie C come Sebouti, Metlika, Saggionetto, Fall, Anastasia e Volpicelli. Federico Baggi, invece, ha scelto la Serie D dopo anni in C per un progetto ambizioso alla Reggina.
Il Sangiuliano City potrebbe quindi aver chiuso la propria storia, ma il valore di quella squadra rimane nelle carriere dei giocatori valorizzati, rappresentando la più grande eredità di un’avventura breve ma irripetibile.
