Vito Cera traccia la strada del Sant’Angelo: sacrificio, spirito di squadra e salvezza come primo obiettivo
Le parole di Vito Cera fotografano con chiarezza lo spirito con cui il Sant’Angelo si prepara ad affrontare la nuova stagione. Nessuna promessa fuori misura, ma una ricetta fatta di sacrificio, senso di appartenenza e lavoro quotidiano. Il ds rossonero indica la salvezza come obiettivo dichiarato, senza però rinunciare all’ambizione di costruire qualcosa di importante attraverso il gruppo. Un messaggio rivolto a squadra e ambiente, impreziosito anche da un aneddoto sul suo arrivo a Sant’Angelo, dove racconta di essersi sentito accolto fin dal primo giorno, nonostante un passato da avversario tutt’altro che amato.
Le sue dichiarazioni
“Sputare sangue per questa maglia, poco ma sicuro. Chiunque è arrivato a Sant’Angelo, sa benissimo che questa maglia non la può indossare e allenare chiunque. Questi elementi fanno sì che possiamo affrontare una stagione per soffrire il meno possibile perché il nostro obiettivo di quest’anno, non dimentichiamocelo, detto e dichiarato anche dal presidente, dobbiamo restare in categoria. Io nella vita non sono abituato ad accontentarmi, però il nostro obiettivo è quello: andiamo, fatichiamo e piano piano vedremo quello che faremo. Vito Cera non può fare nulla, Riccardo Leoni da solo non può fare nulla, Maltoni da solo non può fare nulla… vinceremo tutti, faremo bene solo se siamo una squadra, altrimenti non andremo da nessuna parte. Quando mi hanno detto i ragazzi “per noi sei sempre stato come José Mourinho: da avversario odioso, averti con noi inveve è una grande cosa e soddisfazione”, quindi devo dire che mi fa molto piacere che mi abbiano accettato come se fossi stato da trent’anni il capitano del Sant’Angelo”.
