Il centrocampista classe 2001 si congeda con affetto e un pizzico di rammarico, ecco le parole dell’ormai ex Sancolombano
Un legame profondo, quasi d’altri tempi, giunge al capolinea. Mattia Della Torre e il Sancolombano si separano ufficialmente dopo dodici anni trascorsi insieme. Approdato nel club azulgrana poco più che bambino, subito dopo le scuole medie, il mediano classe 2001 lascia la squadra da uomo fatto, dopo aver rappresentato per stagioni una colonna portante e un esempio di dedizione per l’intero ambiente collinare.
Un addio non privo di amarezza, dettato soprattutto dalle difficoltà dell’ultimo anno. Come spiegato dallo stesso giocatore in un accorato messaggio di commiato, con l’insediamento della nuova gestione societaria non si è riusciti a creare quel clima di totale fiducia e stima reciproca necessario per continuare il percorso. A nulla è valso il tentativo di mediazione di Luca Albertini, storico capitano recentemente passato dietro la scrivania, che ha provato a ricucire lo strappo senza successo.
Nonostante l’epilogo, nelle parole di Della Torre prevale una fortissima gratitudine. Il centrocampista ha voluto ringraziare sentitamente ogni figura incrociata in questo lungo viaggio: dai tecnici ai volontari, con una menzione speciale per Albertini, definito un leader esemplare, e per Tino Cornaggia, figura storica del club che non gli ha mai fatto mancare supporto e vicinanza.
Ora per il venticinquenne si prospetta un futuro tutto da scrivere. Con diverse trattative già avviate, Della Torre si prepara a una nuova sfida professionale, consapevole di aver dato tutto per i colori azulgrana e pronto, se il destino lo vorrà, a ritrovare il “Bano” anche da avversario sul campo. Lo riporta Il Cittadino.
