Il patron Luce spinge per un vertice con il Comune: sul tavolo l’ipotesi dell’affidamento diretto tramite i piani di riqualificazione
Il Sangiuliano City stringe i tempi per dare corpo alle proprie ambizioni calcistiche nella città del Lodi. Il massimo dirigente della società milanese, Andrea Luce, è infatti intenzionato a compiere il passo decisivo per ricollocare il club all’interno del capoluogo laudense. In quest’ottica, il patron ha sollecitato un colloquio istituzionale a Palazzo Broletto con il primo cittadino Furegato e con l’assessore Milanesi, finalizzato a esporre in tempi brevi il proprio piano d’azione. L’occasione si profila favorevole dato che la precedente gara pubblica del Comune per l’assegnazione dello stadio si è conclusa con un nulla di fatto.
La fattibilità dell’operazione deve tuttavia fare i conti con un iter burocratico complesso. Dall’amministrazione comunale è stato recentemente evidenziato come le normative attuali impediscano di convertire l’esito negativo del bando per la Dossenina e il campo “Sala” in una semplice assegnazione diretta delle strutture a un privato.
Ciononostante, i consulenti legali del Sangiuliano stanno esaminando un percorso alternativo basato sull’articolo 5 del Decreto Legislativo 38/2021, legge incentrata sul recupero dei complessi sportivi di natura pubblica. Tale meccanismo giuridico offre alle realtà sportive senza scopi di lucro la facoltà di sottoporre ai municipi dei programmi di ammodernamento degli impianti, supportati da adeguati piani finanziari. Se la giunta cittadina ne riscontrasse l’utilità collettiva, la conduzione dello stadio verrebbe affidata all’ente proponente con un contratto la cui estensione temporale risulterebbe legata all’entità degli esborsi previsti. Su questo punto, l’ANAC ha comunque precisato che la norma prevede un’istruttoria rigorosa e non rappresenta in alcun modo una via facilitata per eludere le consuete procedure a evidenza pubblica. L’adozione di questa strategia permetterebbe una pianificazione a lungo termine e una rimodulazione degli accordi di concessione.
Contemporaneamente, il club starebbe valutando alcune variazioni al proprio statuto societario in linea con i regolamenti calcistici federali. Sullo sfondo resta vivo l’interesse di Luce per il recupero del nome storico “Ac Fanfulla 1874”, inserito all’interno delle dinamiche della procedura di fallimento. Il fattore temporale rischia però di rivelarsi un ostacolo insidioso. Entro il prossimo 10 luglio il Sangiuliano ha l’obbligo di formalizzare la propria iscrizione alla quarta serie specificando l’impianto in cui disputerà i turni casalinghi. Le eventuali pendenze o anomalie dovranno poi trovare una risoluzione definitiva entro la data invalicabile del 23 luglio, a seguito delle verifiche della Co.Vi.So.D.. Nonostante le scadenze pressanti e le incognite organizzative, il confronto con le istituzioni resta del tutto aperto. Lo riporta l’edizione de Il Cittadino in edicola questa mattina.
