Lo scontro legale Tufo-Barbati blocca il club, mentre il bando comunale per lo stadio va deserto. E all’orizzonte resta l’ombra del Sangiuliano City di Andrea Luce
Mancano pochissimi giorni alle scadenze federali per l’iscrizione ai campionati, ma in casa Fanfulla il pallone è l’ultimo dei pensieri. Il club bianconero sta vivendo i giorni più caldi e drammatici della sua storia recente, paralizzato da una guerra societaria senza esclusione di colpi e dal caos totale che circonda lo storico stadio “Dossenina”. Per sbrogliare una matassa ormai ingarbugliata, l’assessore allo sport Francesco Milanesi ha persino convocato le parti in Municipio nel tentativo estremo di trovare una mediazione.
Tufo alza il muro contro Barbati
Il terremoto è giudiziario. La recente sentenza della Corte d’Appello di Milano ha ribaltato il giudizio di primo grado, dando ragione all’ex presidente Luigi Barbati e annullando, di fatto, gli atti che quattro anni fa avevano portato alla sua estromissione. Barbati, forte del verdetto, è passato al contrattacco per riprendere concretamente in mano le quote del Fanfulla, forte anche dell’appoggio di una cordata locale e dell’interesse di un misterioso fondo lussemburghese.
La risposta “dell’attuale patron” Alessandro Tufo è stata però di netta chiusura: la dirigenza in carica respinge l’assalto, intenzionata a dare battaglia legale e a procedere con la convocazione della propria assemblea, allungando i tempi di una transizione che la piazza, in aperta e costante contestazione, chiede a gran voce.
L’enigma Dossenina
A complicare un quadro già critico c’è la questione degli impianti sportivi. Il Comune di Lodi aveva pubblicato un bando ad hoc per la concessione della Dossenina (limitato prudenzialmente a sole due stagioni proprio a causa delle nubi sul club).
Nonostante i proclami iniziali della famiglia Tufo, che aveva manifestato l’intenzione di partecipare, la gara è andata deserta. La Dossenina è ora sospesa in un limbo burocratico: senza un gestore ufficiale entro metà luglio, persino l’iscrizione della squadra al prossimo campionato rischia di trasformarsi in un gigantesco punto di domanda.
L’ombra di Andrea Luce
In questo vuoto si muove sornione Andrea Luce, presidente del Sangiuliano City. I gialloverdi non hanno mai nascosto l’interesse per lo storico impianto di viale Pavia e hanno già effettuato passi ufficiali chiedendo un incontro formale in Broletto. Se il Fanfulla non dovesse trovare una quadra interna in tempi record, il rischio concreto è che il Sangiuliano possa subentrare nella gestione dello stadio, lasciando il “Guerriero” clamorosamente senza una casa.
Il tempo è scaduto: mentre le rivali pianificano i ritiri e annunciano i quadri tecnici, a Lodi si decide il destino del club non sul campo, ma nelle stanze del Comune e dei tribunali.
