Foto San Giuliano City - Andrea Luce
Mentre i contenziosi legali paralizzano il Fanfulla, il patron del Sangiuliano City studia lo sbarco in città sfruttando la scadenza…
Il panorama calcistico lodigiano si trova alla vigilia di una svolta epocale, strettamente legata alla data cruciale del trenta giugno. Questa scadenza, termine ultimo per l’assegnazione della gestione dello storico impianto sportivo “Dossenina“, potrebbe ridisegnare completamente gli equilibri sportivi del territorio, offrendo una via d’uscita a una situazione ormai giunta a un punto di totale stallo amministrativo e societario.
Da un lato, l’attuale gestione dell’Asd Fanfulla appare pesantemente frenata da una complessa controversia giudiziaria. Il braccio di ferro legale che vede contrapposti l’attuale proprietà guidata dalla famiglia Tufo e il precedente presidente Luigi Barbati, legittimato a riprendere la guida del club dalle recenti sentenze ma ostacolato dai successivi ricorsi in Cassazione, minaccia di congelare le attività della squadra per tempi indefiniti, tipici della giustizia civile.
In questo scenario di incertezza si inserisce con forza la figura di Andrea Luce, massimo dirigente del Sangiuliano City. L’imprenditore starebbe valutando un’operazione di ampio respiro: presentare una candidatura formale per la conduzione dello stadio lodigiano, trasferendovi contemporaneamente il proprio titolo di Serie D. Una simile manovra darebbe vita a una nuova compagine sportiva radicata a Lodi, permettendo al contempo al Sangiuliano di trovare una dimora stabile dopo i lunghi pellegrinaggi causati dalla mancanza di strutture adeguate nel proprio comune d’origine.
Il progetto, per quanto suggestivo, deve tuttavia fare i conti con alcuni nodi burocratici non indifferenti. Il bando per l’assegnazione dello stadio attribuisce infatti un peso rilevante al criterio della territorialità. Per superare questo sbarramento, si ipotizza una sinergia strategica con realtà locali già radicate, come l’associazione Calciolandia, mossa che garantirebbe i requisiti necessari legati al settore giovanile e al legame con il tessuto sociale della città.
Un ulteriore elemento di complessità è rappresentato dal recupero dell’identità storica. Il glorioso marchio del Fanfulla 1874 non è attualmente nella disponibilità delle parti in causa, bensì sotto la gestione di una procedura fallimentare. Ottenerne la disponibilità entro la fine del mese appare una corsa contro il tempo estremamente complessa, ma non del tutto impossibile.
Nel frattempo, i canali istituzionali sono già attivi. Si registrano infatti contatti e incontri con l’assessore allo Sport del Comune di Lodi, Francesco Milanesi, volti a valutare la fattibilità tecnica della proposta. Che l’interesse sia concreto lo dimostra anche l’attuale immobilismo sul fronte del mercato calciatori del Sangiuliano City: ogni operazione in entrata è momentaneamente sospesa, segno che tutte le risorse e le attenzioni societarie sono attualmente concentrate sulla riuscita del trasferimento nel capoluogo. Lo riporta Il Cittadino.
