Si è conclusa dopo quattro stagioni l’esperienza di Lorenzo Giovannetti con l’Amatori Wasken Lodi: l’intervista esclusiva a Il Cittadino
Durante la serata di chiusura della stagione 2025/26, Lorenzo Giovannetti ha ricevuto un caloroso tributo da tifosi e appassionati, tra applausi, foto e ringraziamenti.
In maglia giallorossa ha collezionato 164 presenze, disputato cinque finali e segnato 42 gol, di cui 11 nei playoff. Oltre ai risultati in pista, si è distinto anche per il suo impegno nel settore giovanile, allenando quasi tutte le categorie e conquistando due volte la Coppa Italia, con l’Under 17 e l’Under 13. Un percorso intenso e ricco di successi sportivi e umani, che lascia un ricordo profondo sia nel club sia tra i tifosi. Di seguito, le sue parole a Il Cittadino.
L’intervista completa
Sull’esperienza in giallorosso: “È stata anzitutto un’esperienza di vita. Sono uscito di casa dicendo faccio un anno, forse due, poi è venuto il terzo e poi è nato anche il quarto. Quattro come il numero che ho sulla maglia, magari è un segno non lo so.. Di sicuro è stata un’esperienza bellissima e riassumerla in poche parole è difficile. Sin dall’inizio mi sono trovato benissimo con la società, con i tifosi e con tutti i ragazzi con i quali ho condiviso lo spogliatoio. Mai un battibecco, sempre un rapporto amichevole e in molti casi speciale. In città poi mi sono mosso subito quasi come a casa. È stato un bel viaggio e ci tengo a ringraziare a tutti”.
Sulla stagione: “È stato l’anno più difficile per le situazioni che si sono venute a creare nel corso della stagione. Parlo di risultati soprattutto, perché poi alla fine contano quelli. Qui c’è una società seria che ci tiene al risultato, ci dà tutto e non ci fa mai mancare niente e giustamente in cambio chiede quello. Quest’anno hanno faticato un po’ ad arrivare: peccato soprattutto per la coppa europea perchè potevamo arrivare molto avanti, ma abbiamo trovato subito una squadra di ottimo livello che forse se ľavessimo trovata anche solo un mese dopo sarebbe stato diverso. Però diciamo che ci siamo salvati con i playoff facendo molto bene, arrivando a un passo dalla finale”.
Ricordo più bello e rammarico: “Un momento che mi ricorderò sempre è l’anno scorso quando abbiamo perso la finale scudetto col Trissino, c’era comunque tutto il palazzetto pienissimo che cantava per noi e con noi. Avevo la pelle d’oca, ho quel video sul telefonino e ogni volta che lo riguardo sono emozioni fortissime. Il rammarico è invece di sicuro quello di non aver portato a casa un trofeo. Ci siamo andati tante volte vicino, purtroppo in questi anni abbiamo sempre incontrato un Trissino molto più attrezzato di noi, ma comunque ci siamo sempre fatti valere e abbiamo messo tutto l’impegno del mondo per portare a casa una coppa”.
Sul rapporto speciale con mister Bresciani: “Con Gigio ci lavoro ormai da tanti anni, dai tempi del Forte quando allenavamo insieme l’Under 13 e dopo l’ho ritrovato qui a Lodi. Posso solo ringraziarlo perché mi ha fatto crescere sotto tutti i punti di vista. Mi ha sempre dato tanta fiducia, come credo di avergliene data anch’io. Spesso ci si confrontava nello spogliatoio su alcune situazioni di campo, su alcuni schemi, magari vedevo delle cose e gliele proponevo e ci siamo sempre scambiati pareri con grande onestà. È stata ed è una persona speciale per me, lo ringrazio per tutto”.
Sul settore giovanile: “Cominciamo a dire che sono arrivato qua e allenavo Monticelli nell’Under 17 e quest’anno ce l’avevo come compagno in A1. Per questo mi rendo conto il tempo che è passato. Per il resto ho fatto un po’ tutte le categorie e rivedere tanti ragazzi che ho allenato cresciuti fa piacere. Posso solo dire che ho lasciato tutto me stesso, facendo insieme a Sario (Fascini) anche video delle partite con ragazzi di 14 anni o tanta lavagnetta con gli Under 13. E anche se possono sembrare delle assurdità, io credo che l’apprendimento sia migliore se un allenatore può dare ai ragazzi tutto quel che ha sia in pista che fuori. Sono contento di aver lasciato qualcosa in loro, spero che abbiano appreso il più possibile e mi auguro un giorno di rivederli in pista in qualche squadra di Al o di A2″.
Sui tifosi: “È la tifoseria numero 1 in Italia a livello di presenze soprattutto di amore e di coinvolgimento. Quello che rappresentano i tifosi qui fai fatica a spiegarlo a parole: sempre vicini, sempre con la squadra da Monza che è qui vicino fino a Giovinazzo e in Portogallo come in Francia, ovunque c’era sempre qualcuno con noi. Un ringraziamento enorme a tutti non escludendo nessuno, dalla curva alle singole persone che ci hanno seguito in casa e fuori. Grazie favvero di cuore”.
