2 Novembre 2026
Mirko Bertolucci

Mirko Bertolucci analizza con orgoglio la prestazione del Pumas Viareggio contro la corazzata Lodi, sottolineando come la crescita e la maturazione dei ragazzi contino più del risultato finale

Al termine della sconfitta per 1-10 subita contro la corazzata Amatori Lodi, l’allenatore del Pumas Viareggio Mirko Bertolucci ha analizzato la prestazione dei suoi ragazzi sottolineando il valore formativo di sfide così impegnative: pur riconoscendo il netto divario fisico e l’inevitabile prezzo pagato per un breve blackout nella ripresa, il tecnico viareggino ha espresso grande orgoglio per l’impatto e la tenuta mostrati dalla squadra nel primo tempo, ribadendo come l’obiettivo prioritario della società rimanga la crescita a lungo termine di un gruppo giovane e appassionato, al di là dell’ossessione per la salvezza, senza tralasciare un commento sulla corsa allo scudetto e sull’emozione per l’imminente derby di Serie A1 contro il fratello Alessandro.

Le sue dichiarazioni

Il progetto Pumas Viareggio: “Il nostro è un progetto che rappresenta un po’ una novità nel panorama italiano perché, di fatto, la maggior parte di questi ragazzi sono giocatori che alleno da 10, 11, 12 anni; quindi abbiamo fatto un percorso lunghissimo per arrivare a stasera. Io ti dico sinceramente: al di là del risultato finale, mi porto via molte buone sensazioni. Sapevo che sarebbe stata una partita difficile, sapevo che probabilmente avremmo perso con un risultato un pochino largo, ma quello che mi porto via è l’impatto sulla partita da parte dei ragazzi. Nel primo tempo abbiamo fatto veramente una buona gara: il Lodi ha spinto molto, ha cercato con insistenza il gol, ma noi abbiamo tenuto molto bene a livello fisico, nonostante tra la Serie A1 e la Serie A2 ci sia un abisso sotto questo aspetto. Siamo riusciti in qualche frangente a ripartire, a creare situazioni pericolose e abbiamo avuto anche la palla per il possibile 2-1, che avrebbe potuto riaprire la partita. È chiaro che, nell’arco dei 50 minuti, a livello di tenuta mentale rispetto alla Serie A2 non ti puoi permettere di mollare un attimo. Quando affronti giocatori della caratura di quelli del Lodi e molli per 4-5 minuti, prendi quei due o tre gol che ti spaccano la partita e poi finisci per trascinare le gambe fino in fondo. Però sono comunque molto contento”.

Obiettivi: “Abbiamo un grosso problema: con l’investimento che abbiamo fatto per il nuovo impianto sportivo, non avevamo budget per poter agire sul mercato. Anche se il progetto che ho in mente è quello di continuare a far crescere i miei ragazzi, è chiaro che se avessi potuto inserire un elemento d’esperienza di 30 anni, un difensore che mi dava magari un pochino di equilibrio dietro e un po’ più di sicurezza… però non sono ossessionato dalla salvezza. ​Sono felice di fare questo percorso e la salvezza, se arriverà, dovrà giungere alla fine di un cammino di maturazione dei ragazzi. Possiamo farlo soltanto attraverso partite come quella di stasera. Separo il primo tempo dai sei-sette minuti centrali della ripresa, nei quali abbiamo avuto un blackout; e a questo livello il blackout non te lo puoi permettere. Ci saranno altri momenti di calo, spero che siano più corti, più controllati e con un margine inferiore. Ci vorrà tempo e pazienza e ci vorrà che i ragazzi credano di poter migliorare all’interno di questo campionato. ​In questi ragazzi vedo tanta dedizione e tantissima passione. A livello qualitativo ho dei buoni giocatori; certo, nella mia generazione c’erano giocatori di un’altra caratura (come Amato, Marzella, Mariotti), ma il lavoro che sto facendo è quello di cercare di formare i giovani, perché nel movimento italiano mancano proprio giocatori giovani e bravi. È un lavoro faticoso che porta a partite come quella di stasera, ma io torno a casa felice per aver portato un gruppo di ragazzi in Serie A1”.

La favorita alla vittoria finale: ​“Il Trissino è sulla carta il favorito, in quanto campione d’Italia in carica. Subito dopo, Bassano, Lodi e Viareggio sono quattro squadre veramente molto forti. Poi c’è un gruppetto composto da Monza e Valdagno che sono squadre molto competitive e, secondo me, tre o quattro formazioni in fondo alla classifica che si giocheranno la permanenza in categoria. Una di queste siamo noi; ne retrocede solo una, ma come dicevo prima, non parto con l’ossessione della salvezza, bensì con il progetto di far crescere i ragazzi durante la stagione. Se questa crescita porterà alla salvezza, festeggeremo”.

Sul derby con il fratello Alessandro: “Il 2 dicembre il Bassano viene qua di mercoledì! È chiaro, siamo in due campionati diversi, ma Ale fa parte del progetto Pumas, è sempre dentro con noi. Sono molto contento della carriera che sta facendo e del percorso del Bassano. La nazionale sta facendo molto bene, sia da una parte che dall’altra, e quando verrà qua sarà sicuramente una grande festa”.

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