L’ipotesi del trasferimento dei cimeli storici a Settala alimenta la preoccupazione dei tifosi, mentre si ritarda la verifica delle autorità locali
Permane l’incertezza sulla collocazione e sullo stato di conservazione dei coppe e scatti storici appartenenti al Fanfulla. Negli ultimi giorni si sono diffuse indiscrezioni non ancora verificate riguardo a un ipotetico svuotamento della sede dello stadio Dossenina, con la conseguente rimozione di diversi materiali simbolo del passato bianconero. L’interrogativo principale riguarda il rischio che parte del patrimonio storico sia stata trasferita nel Milanese a seguito del recente spostamento delle attività dell’Asd Fanfulla verso Settala.
Il Comune di Lodi, tornato in pieno possesso dell’impianto di viale Pavia dopo l’esito negativo del bando di gestione, non ha ancora fissato una data precisa per la prevista ispezione. Questo sopralluogo, preannunciato da Palazzo Broletto per verificare la conformità della struttura, risulta fondamentale anche per accedere ai locali e constatare direttamente se le memorie della squadra siano ancora intatte. Nel frattempo, la dirigenza del club mantiene un rigoroso silenzio stampa.
La vicenda ha riacceso il dibattito sulla tutela della storia sportiva cittadina, richiamata di recente anche da Umberto Rossetti, ex atleta bianconero e attuale proprietario del marchio “Ac Fanfulla 1874”. Sul fronte opposto, Luigi Barbati, coinvolto nella disputa legale relativa al controllo societario dell’Asd, ha dichiarato di non essere a conoscenza della sparizione dei trofei, ipotizzando che le voci si riferiscano soltanto al semplice spostamento di attrezzi e materiale da magazzino. Lo riporta Il Cittadino.
