11 Settembre 2026
Stadio Dossenina

Umberto Rossetti e Luigi Barbati lanciano l’allarme sulla sorte dei trofei e dei cimeli storici del Fanfulla rimasti alla Dossenina dopo il trasferimento della squadra a Settala, in attesa che un sopralluogo del Comune di Lodi ne chiarisca l’effettiva presenza

Lo storico stadio della Dossenina torna a far parlare di sé, ma questa volta il tema riguarda la tutela della memoria storica del calcio lodigiano. Tra il trasferimento dell’Asd Fanfulla nel comune di Settala e la gestione dell’impianto di viale Pavia rientrata nelle mani del Comune dopo l’esito deserto del recente bando, cresce l’apprensione per la sorte dei trofei e del materiale custodito nella sede.

A sollevare formalmente la questione è Umberto Rossetti, nuovo titolare del marchio “Ac Fanfulla 1874”, il quale ha sottolineato con fermezza come la bacheca e i cimeli storici non siano semplice materiale di magazzino, ma un patrimonio identitario che appartiene all’intera città di Lodi. Alla sua voce si aggiunge quella di Luigi Barbati, impegnato nel contenzioso legale con la famiglia Tufo per la guida della società: Barbati ha riferito di aver appreso di presunti spostamenti di materiale dai locali dello stadio.

La chiarezza sulla vicenda potrebbe arrivare a breve. Con la conclusione delle procedure d’affidamento, Palazzo Broletto è rientrato in possesso delle chiavi dell’impianto ed è stato programmato un sopralluogo tecnico nei prossimi giorni per la riconsegna della struttura. L’ispezione permetterà di verificare lo stato reale dei locali e accertare la presenza o l’eventuale trasferimento dei trofei. Dal municipio, per ora, si mantiene il massimo riserbo senza rilasciare dichiarazioni ufficiali, in attesa che il sopralluogo faccia definitiva luce sulla sorte dei ricordi del Guerriero.

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