Andrea Toldo, figlio dell’ex portiere nerazzurro Francesco, trascina il Sant’Angelo al 3-1 sul Milan Futuro in Coppa Italia di Serie D con una punizione decisiva nel finale
Un sinistro a giro da fermo a cinque minuti dal termine, nell’incrocio dove nessuno può arrivare. Si presenta così Andrea Toldo ai tifosi del Sant’Angelo, decidendo la sfida di Coppa Italia di Serie D contro il Milan Futuro. Entrato dalla panchina a Solbiate Arno sul punteggio di 1-1, il classe 2005 ha spaccato il match siglando il sorpasso, prima del 3-1 definitivo firmato da Maltoni.
«Battere le punizioni? L’ho scoperto sabato — racconta sorridendo “Toldino” —. Il giorno prima in allenamento non ne avevo centrata una, ma la posizione per un mancino era perfetta». Per chi è cresciuto con la passione nerazzurra nel sangue, la rete ha un sapore speciale: «Vale doppio, per me è stato come un derby».
Sugli spalti festeggiava nonno paterno, mentre papà Francesco — l’ex portiere azzurro e nerazzurro — seguiva a distanza da Firenze per il centenario della Fiorentina: «Mi ha chiamato subito dopo per farmi i complimenti».
I numeri fisici non gli mancano, anche se per eguagliare i 196 centimetri del padre la strada è lunga («Mio papà è immenso, non finisce mai»). Intanto Andrea guarda alla trasferta di Correggio per l’esordio in campionato: il Sant’Angelo punta alla salvezza, ma la fame del gruppo promete sorprese.
