3 Settembre 2026
Tribiano

Mister Marco Lucchi Tuelli guida un Tribiano giovane e unito puntando a una tranquilla salvezza nel nuovo girone di Eccellenza, con la speranza di migliorare l’ottavo posto della scorsa stagione

Il Tribiano si prepara ad affrontare una nuova stagione guidato da mister Marco Lucchi Tuelli, pronto alla sua prima avventura sulla panchina gialloblù partendo fin dal primo giorno di raduno. L’allenatore sta testando sul campo le risposte fisiche e il rendimento della rosa messa a disposizione dalla società, traendone finora ottime impressioni e una generale fiducia per il cammino futuro.

La forza del gruppo e la partenza dall’inizio

Negli ultimi anni, mister Lucchi Tuelli è stato abituato a subentrare a stagione in corso. Poter lavorare fin dalla preparazione rappresenta un vantaggio prezioso per forgiare l’identità tattica e mentale della squadra: organico giovanissimo ma affamato e intesa ed equilibrio.

Il tecnico sottolinea come la mentalità espressa in allenamento sia di livello elevato, invitando i suoi a mantenere altissima la concentrazione per far valere sul campo i giusti principi di gioco e conquistare la salvezza.

Il capitano Tremolada e l’incognita del nuovo girone

Un ruolo centrale all’interno dello spogliatoio sarà svolto dal difensore e capitano Luca Tremolada (classe 1998), a Tribiano dal 2019/20 e veterano di tre salvezze consecutive. Il capitano si dice pronto a guidare i compagni verso una nuova permanenza in categoria, conscio dell’ottimo lavoro svolto dalla dirigenza in fase di costruzione della rosa.

Sebbene l’auspicio di ambiente e società sia quello di migliorare l’ottavo posto della passata stagione, la prudenza resta d’obbligo. Con il ritorno dei gironi a 16 squadre, la competitività complessiva si preannuncia altissima e ogni partita nasconderà insidie. Inoltre, il cambio di raggruppamento per la stagione 2026/27 porterà il Tribiano a sfidare avversari inediti: una novità che, pur ponendo interrogativi e incognite, toglierà punti di riferimento anche alle rivali, offrendo ai gialloblù la chance di giocare un campionato d’attacco senza l’etichetta di squadra già conosciuta.

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