14 Luglio 2026
Ariel Brescia

Ariel Brescia racconta un hockey in cui sacrificio, gioco senza palla e lavoro per la squadra erano valori fondamentali, caratteristiche oggi sempre più difficili da ritrovare

Nel corso della sua carriera Ariel Brescia è stato l’emblema di un hockey fatto di intelligenza, sacrificio e gioco di squadra: un attaccante capace di incidere non solo con i gol, ma soprattutto con quei movimenti senza palla, quei blocchi e quel lavoro nell’ombra che permettevano ai compagni di esaltarsi. Un modo di interpretare il ruolo forse meno frequente nell’hockey moderno, dove sempre più giocatori sono chiamati a gestire il possesso e a essere protagonisti con la pallina sul bastone. Proprio da questa evoluzione nasce la riflessione sull’eredità del campione argentino: esiste oggi un giocatore in grado di incarnare quelle caratteristiche? A Brescia il paragone non viene facile, perché il suo modo di giocare apparteneva a una filosofia precisa, fatta di spazi creati per gli altri e della capacità di farsi trovare pronto nel momento decisivo.

Le sue dichiarazioni

Ti rivedi in qualche giocatore attuale? C’è un Ariel Brescia 2.0?

“Non è facile da trovare perchè adesso quasi tutti sono portatori di palla. Io facevo i blocchi e giocavo per la squadra anche senza palla. Dovevo essere pronto per buttarla dentro. Ora tutti devono portarla: sono pochi che lavorano in area senza palla. Marzella e Amato i miei esempi. Attualmente non ce ne sono”.

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