10 Giugno 2026
Sangiuliano City

Alessandro Bruschi è il nuovo tecnico del Sangiuliano City. Il 41enne lodigiano ha rilasciato una lunga intervista

Alessandro Bruschi è il nuovo tecnico del Sangiuliano City. Il 41enne lodigiano ha rilasciato una lunga dichiarazione. Le sue parole riportate da Il Cittadino:

Lo studio è fondamentale, ti dà gli strumenti. Ma quando si va in campo conta la credibilità dinanzi ai giocatori. Ai ragazzi non interessa quanti libri hai letto, ma se credono in quello che dici e se questo può aiutarli a crescere e a vincere“.

Sulla nuova opportunità: “Questa opportunità significa che il cammino compiuto finora ha un valore. Una sfida bellissima, da affrontare con entusiasmo e con un profondo senso di responsabilità verso tutto l’ambiente“.

Sulla consapevolezza del ruolo: “Se dicessi di non sentirmi pronto sarei un’irresponsabile per aver accettato. Se dicessi di esserlo completamente sarei invece ingenuo e presuntuoso. Darò tutto me stesso con umiltà, ma senza timore“.

Sull’intesa tattica con Marco Sesto: “Condividiamo la stessa idea di un calcio intenso e coraggioso. Succedergli è molto stimolante“.

Sul rapporto con il DS Incontrera: “Tra noi si è creata una sintonia totale. Abbiamo lavorato per costruire un’identità forte nel settore giovanile“.

Sulla fiducia del presidente: “L’unica garanzia che mi serve è l’entusiasmo del pres Andrea Luce“.

Sulla gestione dei giovani calciatori: “Non significa schierarli soltanto perché esiste una regola sugli under. Quello è un obbligo. Occorre costruire un percorso, non una vetrina estemporanea“.

Sul legame con il Fanfulla: “Conservo un legame affettivo importante con il Fanfulla. La Dossenina e la maglia bianconera sono un pezzo di cuore“.

Sulla collaborazione con Andrea Ciceri: “È uno dei migliori allenatori del panorama nazionale. Lavorare al suo fianco equivale a frequentare una vera università del calcio“.

Sulle voci societarie e sul focus attuale: “Capisco il fascino di certe ipotesi e il lavoro dei giornalisti nel cercare di unire i vari puntini. Ma se iniziassi a pensare a bandi, stadi o scenari societari futuri, perderei di vista il mio unico compito: allenare la squadra. La proprietà fa le sue valutazioni strategiche ed è giusto che guardi lontano. Ma mi piace pensare che la mia scelta sia legata a ciò che ho dato e che posso dare ogni giorno ai giocatori, nello spogliatoio e su quel magico rettangolo verde“.

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