A Lodi la situazione attorno al Fanfulla ha ormai superato il livello di guardia. Il club bianconero si trova nel punto più buio della sua storia centenaria…
A Lodi la situazione attorno al Fanfulla ha ormai superato il livello di guardia. Oggi, 2 giugno 2026, il club bianconero si trova nel punto più buio della sua storia centenaria, reduce da una drammatica doppia retrocessione consecutiva che lo ha fatto sprofondare in Promozione.
Il vero dramma, però, più che sul campo, si sta consumando dietro le quinte, in una complessa rete di dispute legali, bandi deserti e incertezze societarie.
Il disastro societario
Al centro del caos c’è la gestione del club. Da un lato la presidenza di Alessandro Tufo, aspramente contestata dalla tifoseria (in particolare dagli Ultimi Guerrieri) che ne chiede a gran voce l’uscita di scena dopo il fallimento sportivo. Dall’altro, una recente sentenza della Corte d’Appello ha clamorosamente rimesso in gioco l’ex patron Luigi Barbati.
Il muro contro muro tra le due fazioni blocca qualsiasi tipo di programmazione, mentre sullo sfondo rimangono i dubbi sulla reale situazione debitoria del club che frenano i potenziali acquirenti (come il gruppo Italent Fitness).
Lo stadio Dossenina e il bando prorogato
Il futuro del Fanfulla è strettamente legato a quello della sua storica casa, la Dossenina. Il Comune di Lodi ha pubblicato il bando per la gestione dell’impianto, ma la risposta del territorio è stata gelida.
Proprio in queste ore, Palazzo Broletto si è visto costretto a prorogare la scadenza del bando fino a fine giugno, poiché nessuno si è fatto avanti per assumersi l’onere di una struttura che necessita di oltre un milione di euro di lavori di ristrutturazione.
Le manovre di Ciceri e l’ombra del “campo Sala”
In questo scenario si inserisce anche la figura di Andrea Ciceri. La sua realtà sportiva (legata al Fissiraga/Calciolandia) ha manifestato interesse per la gestione del campo sussidiario “Sala”, ma ha esplicitamente dichiarato di non voler partecipare al bando per la Dossenina, evitando di sovrapporsi al destino del Fanfulla.
Questo frammenta ulteriormente il panorama sportivo lodigiano, lasciando il “Guerriero” sempre più isolato.
La luce in fondo al tunnel? Al momento non si vede. Con le strutture da rifare, una tifoseria in aperta rivolta e una governance spaccata a metà dalle sentenze, il Fanfulla rischia di non avere né le gambe societarie né un campo in cui giocare il prossimo campionato di Promozione. Giugno è appena iniziato, ma per il calcio lodigiano il tempo è già scaduto.
