Foto di Roberta Mirabile - Pierluigi Bresciani
Mister Gigio Bresciani ha tracciato un bilancio conclusivo della stagione 2025/26: le sue parole a Il Cittadino
Gigio Bresciani è stato intervista in esclusiva da Il Cittadino, dove ha rilasciato una lunga intervista. L’allenatore giallorosso ha toccato molti temi: bilancio stagionale, singoli giocatori, tifosi…
Di seguito riportiamo l’intervista integrale.
Le sue parole a Il Cittadino
Sulla semifinale: “La traversa purtroppo fa parte del gioco. Sicuramente quella palla avrebbe potuto cambiare qualcosa, perché ci avrebbe portato ai supplementari. Ma penso che in quella partita il Bassano abbia fatto qualcosa in più di noi e abbia meritato di andare in finale. Alla fine i valori vengono sempre fuori e in finale ci sono andate le due squadre che per tutto l’aanno hanno dimostrato di avere qualcosa in più. Ma sono contento che noi abbiamo dimostrato che non eravamo da sesto posto, facendo degli ottimi playoff e una semifinale giocata fino all’ultimo secondo dell’ultima partita“.
Sui tifosi lodigiani: “Per quanto riguarda i tifosi vanno solo ringraziati. Anche in una stagione non facile, la curva ci è sempre stata vicina e tutto ľ’ambiente che c’era al PalaCastellotti è stato come al solito qualcosa di straordinario“.
Un bilancio della stagione: “Un po’ di rammarico c’è, è normale perché quando arrivi lì ci speri sempre. Ma in generale sono molto di più le cose positive che mi porto a casa. E sicuramente c’è tantissimo orgoglio per come abbiamo finito la stagione e dove siamo arrivati. Una sensazione che è anche difficile spiegare, ma che mi rende davvero soddisfatto. Abbiamo incontrato tante difficoltà quest’anno, abbiamo subito tante critiche, alcune anche eccessive. Ma il modo in cui le abbiamo superate è ciò che mi rende più orgoglioso. Ci siamo confrontati tanto tra di noi, la nostra mental coach Marianna Gesmundo ha fatto un lavoro enorme e non finirò mai di ringraziarla. La società è stata sempre presente, non ci ha mai fatto mancare niente e anche quando parlava lo faceva in modo costruttivo. Nessuno di noi ha mai perso di vista l’obiettivo e nei playoff è arrivato uno switch pazzesco, non casuale che ci ha portato ad arrivare dove ci eravamo prefissati. Poi vince una sola, ma noi ancora una volta, abbiamo dimostrato di essere tra le migliori“.
Su Compagno: “Checco ha fatto un’ottima stagione giocando tanto anche come minutaggio e prendendosi tante responsabilità sia in pista che fuori. Il suo talento e le sue qualità non si discutono. Il gol in Gara 4 resterà nella memoria un po’ di tutti. Io sono convinto che lui abbia ancora margini di crescita e se corregge certi piccoli aspetti può diventare uno dei più forti in assoluto“.
Su Barozzi: “Leo aveva un’eredità pesante da prendere come quella di Grimalt e solo un campione come lui poteva rispondere in questo modo. Ha cominciato quasi in punta di piedi perché ha un carattere così e anche lui doveva adattarsi a un nuovo ambiente, cambiare squadra,cl compagni, regione, metodi di lavoro, tutte cose che incidono. Ma passato tutto questo, si è dimostrato il campione che è in pista e nello spogliatoio. La faccia che aveva prima della punizione di Giuliani in Gara 4, che poteva eliminarci, era di uno che non avrebbe mai preso gol. E infatti non gliel’ha fatta neanche tirare“.
Su Borgo e Giovannetti: “Andrea ha dei grandi numeri e mi dispiace che sia rimasto solo un anno, perché è poco, ma nonostante le difficoltà e gli infortuni che ha avuto ha sempre dato il massimo. Peccato che ora i suoi colpi li farà altrove. Su Lorenzo in vece che dire? A lui mi lega un affetto particolare, è un ragazzo fantastico e un uomo squadra che ci ha dato tanto. Con lui era bello anche confrontarsi e poi è un giocatore cresciuto tantissimo in questi anni, con tempi di gioco e letture pazzesche. Ha fatto una scelta di vita ed è giusto così, mancherà tanto nello spogliatoio”.
Sulla finale scudetto: “Spero siano delle belle finali come lo sono state le due semifinali. Si affrontano il miglior attacco contro la miglior difesa. Il Trissino è favoritissimo, ma può succedere di tutto“.
