24 Maggio 2026
Sant'Angelo Lodigiano

L’ex allenatore Vullo torna sull’addio al Sant’Angelo. Tra i motivi della scelta alle perplessità sul nuovo direttore sportivo, l’intervista

Addio amaro. Matteo Vullo, mastica amaro dopo il suo addio al Sant’Angelo. Tra i motivi della scelta alle perplessità sul nuovo direttore sportivo, ecco cosa ha detto. Le parole riportate da il Cittadino di Lodi:

Amarezza – “Spero sia solo un arrivederci, perché Sant’Angelo mi è rimasto nel cuore. L’avevo già detto a fine campionato: mi sentivo come uno sposo all’altare, in attesa di scambiarsi le fedi. Mi sarebbe piaciuto proseguire la mia esperienza a Sant’Angelo, ma i matrimoni si fanno in due“.

Nuovo direttore sportivo – “L’avevo già capito durante l’aperitivo di fine stagione. Quando la presidenza mi ha confermato che sarebbe arrivato Vito Cera come direttore sportivo, ho espresso le mie perplessità perché siamo due uomini con una personalità importante che avrebbero fatto fatica a lavorare insieme. Ho ribadito i miei dubbi anche al ds: io sono uno senza peli sulla lingua. Viviamo il calcio in maniera diversa, ognuno è fatto a modo suo, non c’è nulla di male. Ma non faccio parte del suo “gruppo”. Siamo, ognuno con i propri pregi e difetti, due figure ingombranti: una convivenza sarebbe stata complicata”.

Addio – “Io amo questo ambiente e sarei rimasto molto volentieri: credo che i tifosi lo abbiano capito. La piazza mi vuole bene e nel cuore mi rimangono ancora gli applausi: credo di essermeli meritati perché ho dato tutto ciò che potevo. La soddisfazione più grande é essere stato apprezzato come persona prima ancora che come allenatore, e avere trasmesso alla gente qualcosa di più profondo, che va al di là del calcio”.

Soddisfazione – “Sono soddisfatto di quello che abbiamo fatto, a livello di prestazioni e risultati. Abbiamo espresso un buon calcio. E anche vero, però, che ho ereditato una squadra con diversi problemi e che era allestita per un altro allenatore. Ho dovuto ricostruirla dal punto di vista fisico e atletico, senza dimenticare la serie infinita di infortuni che ci ha accompagnato per mesi. I ricordi più belli? Dal punto di vista personale, il fatto di entrare in campo e vedere la tribuna alzarsi per applaudirmi: una cosa che non mi ha lasciato indifferente, anche perché non sono uno che va a caccia della gloria mediatica. Dal punto di vista tecnico, credo che mi porterò dentro ancora a lungo il primo tempo con la Pistoiese e la partita con il Piacenza, tolti gli ultimi otto secondi”.

Futuro – “Ho già un accordo con una società che mi considera la prima scelta, ma non posso ancora svelarne il nome. Un futuro di nuovo a Sant’Angelo? Lo spero. Sono stato onorato di far parte di questo club: l’ho scritto anche nel mio messaggio di saluto sui social“.

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